Associazione Teatrale Pistoiese
Regione Toscana
in collaborazione con
Samizdat & Company
presenta



CANTO DELLA ROSA BIANCO
Studenti contro Hitler, Monaco 1942/43
documentario teatrale scritto e narrato da
Maurizio Donadoni
collaborazione artistica Miae Kim
musiche originali eseguite da Nicola Alesini




luci Roberto Chiti
effetti video Franco Grisa


Torna a vivere con questo spettacolo una delle pagine più drammatiche, anche se poco conosciute della storia del secolo appena trascorso. L'autore, Maurizio Donadoni, si è mosso spinto dall'esigenza di far comprendere l'importanza della conoscenza, unico, vero strumento per prendere coscienza dei pericoli e delle insidie dell'ideologia del nazifascismo, e in senso più lato del dispotismo, in ogni suo nuovo possibile sviluppo. Lo spettacolo alterna momenti di narrazione (che prevede il coinvolgimento diretto del pubblico) con musica dal vivo, accompagnati da immagini di filmati d'epoca montati con frammenti del mondo odierno. "Canto Della Rosa Bianca" prende spunto da un episodio di resistenza al regime totalitario di Hitler: dall'estate 1942 al febbraio 1943 un gruppo di cinque amici di diversa estrazione sociale, culturale ed ecclesiale, studenti dell'Università di Monaco assieme al loro insegnante prediletto dettero vita al movimento noto col nome di "Rosa Bianca" che cercò di risvegliare le coscienze sopite dei giovani tedeschi attraverso la diffusione di sei volantini ciclostilati distribuiti a mano o inviati per posta in varie città della Germania ed anche con scritte sui muri dei quartieri universitari. Il 18 febbraio del 1943 i fratelli Scholl decidono di uscire allo scoperto, lasciando tremila copie del sesto volantino all'interno dell'università; scoperti e bloccati da un bidello, sono tratti in arresto e consegnati alla Gestapo, da tempo sulle loro tracce. Sottoposti, dopo quattro giorni di interrogatori ad un processo farsa da parte del tribunale del popolo, Hans, Sophie e Christoph Probst, arrestato nel frattempo, vengono condannati a morte per alto tradimento e decapitati nella prigione di Monaco-Stadelheim. Prima di morire è loro concesso di incontrarsi per un minuto. A Sophie è rimasta una sigaretta, l'ultima in tre. La fumano in silenzio. Sulla sigaretta la giovane ha scritto: Libertà. La stessa sorte toccherà in seguito a Willi Graf, Alexander Schmorell ed al professor Kurt Huber. Altri tre processi annientano del tutto la "Weisse Rose" che, tra studenti direttamente coinvolti nella stesura e diffusione degli scritti, simpatizzanti o a semplice conoscenza dell'attività di resistenza, conterà alla fine della guerra poco meno di novanta persone condannate a pene variabili dai sei mesi ai sedici anni di lager oltre ai quattordici giustiziati, tra cui il ventenne Hans Leipelt, decapitato per aver ricopiato a macchina il sesto volantino nonché organizzato una colletta per la moglie ed i figli del professor Huber, ridotti in miseria dalla morte del capofamiglia.

Maurizio Donadoni
Premio speciale IDI 1986 per l'interpretazione della tragedia "Bestia da stile" di P.P. Pasolini, consegue nello stesso anno il premio UBU come miglior giovane attore. Gli viene assegnato il premio di drammaturgia "Riccione-Ater 1991" per il primo testo che scrive (Fosse piaciuto al cielo) e, nel 1994, il premio "Iside-Festival di Benevento" per il secondo. Memoria di classe, opera che riceve nel 1995 il premio "Enrico Maria Salerno" per la drammaturgia di impegno civile. In teatro ha recitato diretto da Lavia (I masnadieri), Vasilicò (il ritratto di Dorian Gray), Ronconi (Dialoghi delle Carmelitane), Castri (La vita è sogno), Cecchi (Amleto, La serra), Pezzoli (L'annaspo); in cinema da Ferreri (Storia di Piera e Il futuro è donna), Lizzani, Rossi, Battiato, Bevilacqua, Ponzzessere, Ponzi" Sanchez. Protagonista di sceneggiati televisivi tra cui Un bambino di nome Gesù, Scoop, L'ispettore anticrimine, La Piovra. Tra gli altri testi finora scritti ha inoltre rappresentato con successo Fegatelli, Checkpoint K e Weisse Rose-Lied. Dal 1999 è direttore artistico di Samizdat, associazione per la produzione artistica non allineata.