Teatro Stabile delle Marche
presenta

LOTTA DI NEGRO CONTRO CANI
di Bernard-Marie Koltès
traduzione di Saverio Vertone


con

REMO GIRONE

e con
Valerio Binasco
Stefania Orsola Garello
Alex Van Damme

regia
Giampiero Solari

musicista in scena Omar N'Diaye
scene Sergio Tramonti
costumi Stefania Cempini
luci Marcello Jazzetti
musiche Paolo Principi
regista assistente Nicoletta Robello


È un dramma contemporaneo, un linguaggio molto articolato apparentemente letterario con una grande forza teatrale. "Quando la commedia ha inizio, l'azione è già terminata". - In un cantiere francese, in un paese dell'Africa occidentale, Cal, un ingegnere brutale e codardo, ha appena ucciso con un colpo di rivoltella un operaio di colore che gli aveva sputato ai piedi e ha buttato il cadavere nelle fogne. Un "fratello" del morto, Alboury, viene a reclamare il corpo, proprio il giorno in cui Leone, la giovane compagna dell'anziano capocantiere (Horn), arriva da Parigi e osserva timidamente questo continente così diverso dal suo mondo -. -...Alboury rifiuta di lasciare il cantiere prima di aver ottenuto ciò che chiede e questo lo porta ad incontrare Leone a più riprese. La giovane donna gli dichiara il suo amore davanti a Horn, e gli consiglia di accettare la contropartita finanziaria che lui gli offre. Alboury non accetta. Horn e Cal tentano allora di organizzare l'assassinio di Alboury -... per il finale vi aspettiamo a teatro. "Lotta di negro contro cani" tocca delle tematiche attuali: la difficoltà estrema di accettazione e comprensione tra due razze, la violenza involontariamente schiacciante con cui l'occidente e tutto il suo sistema culturale ed economico tratta l'Africa e i continenti poveri, con le loro popolazioni ricche di tradizioni e di storia propria. Entra in contatto con la difficoltà di un essere umano di rapportarsi ad un altro essere umano diverso da sé, nonostante l'estrema necessità che sente dell'altro. Tutti temi che potrebbero far pensare ai dibattiti in corso, come il razzismo, il mercato, la difficoltà d'espressione dei sentimenti, l'immigrazione; tutto riporta all'incapacità a volte degli uomini a rapportarsi e a capirsi nel profondo. Quindi un dramma contemporaneo. Il linguaggio di Koltès sprigiona una forte energia poetica che fa pensare a questo autore contemporaneo come a un vero e proprio classico. Si sente la parentela con Shakespeare, Racine e con la tragedia greca. Koltès però nel suo essere contemporaneo inserisce continuamente nei suoi testi elementi non teatrali, che fanno pensare a luoghi reali fuori da un palcoscenico. È un autore che ti mette davanti alla tua condizione umana dandoti diversi strati di lettura, da quello semplice della vicenda ad altri; ti lascia la libertà di leggerlo, comprenderlo e perché no, rifiutarlo! Nonostante la complessità del suo linguaggio ci parla in maniera diretta dando vita, in certi momenti, a una reazione di rifiuto, come quando un amico durante una discussione vi sbatte in faccia la realtà. Quindi uno spettacolo necessario, oggi.
Giampiero Solari


Diretto nel 1983 da Patrice Chéreau, questo testo, che ha portato al successo il teatro di Koltès e rivelato la forza della sua scrittura, è ambientato in un'impresa europea dell'Africa occidentale, dove un nero, dai modi di fare misteriosi, si materializza quasi dal nulla per chiedere la restituzione del cadavere del fratello, morto in un incidente. Come tutta l'opera di Koltès, questa storia è una metafora della solitudine e dell'emarginazione, nutrita di parole enigmatiche, dietro le quali i personaggi sembrano quasi nascondersi. "Lotta di negro contro cane", per la regia di Giampiero Solari, è il secondo tassello di un progetto del Teatro Stabile delle Marche dedicato all'autore francese scomparso tredici anni fa. Il debutto è previsto il 14/15/16 febbraio 2003 al Teatro delle Muse di Ancona per poi toccare Milano al Teatro dell'Elfo dal 21 febbraio al 2 marzo. Il protagonista è Remo Girone. Gli attori: Valerio Binasco, Stefania Orsola Garello, Alex Van Damme le scene di Sergio Tramonti, i costumi di Stefania Cempini, le luci di Marcello Jazzetti. Un cantiere metropolitano in mezzo ad una foresta con musica dal vivo eseguita dal percussionista Omar N'diaye, graffiti africani mescolati a cemento, per un allestimento d'impatto che possa far entrare lo spettatore nella cruda storia raccontata da Koltès. L'autore scrive l'opera "Combat de nègre et de chien" nel 1979, di cui viene effettuata una lettura scenica. Con questo testo inizia la fondamentale collaborazione con il regista Patrice Chéreau, che mette in scena lo spettacolo al Théâtre des Amandiers di Nanterre nel 1983. Morto quarantunenne nel 1989, Bernard-Marie Koltès ha realizzato una vasta opera, tra commedie e romanzi, visionarie metafore dell'emarginazione prossima ventura, con un linguaggio di calssica eleganza, e con quella sconvolgente naturalezza che è caratteristica dei poeti destinati a non conoscere che la giovinezza. La trilogia pensata da Solari che si snoda nell'arco di un anno comprende un'installazione sonora di Mario Martone tratta dal testo "Nella solitudine dei campi di cotone" con voci di Carlo Cecchi e Claudio Amendola che ha debuttato ad Ancona il giugno scorso e sarà a Milano al Teatro delle'Elfo dall'11 al 18 febbraio e il prossimo giugno sarà la volta di "Roberto Zucco" diretto dal regista Chèrif con debutto sempre ad Ancona alla Mole Vanvitelliana.