Salieri Entertainment
Classica Oggi Pentagono
Ritmica Entertainment
presenta

LENNON & JOHN
Duello Teatrale
di Giancarlo Lucariello
scritta con Ennio Speranza
collaborazione di Gianluca Ferrato

con

GIAMPIERO INGRASSIA
GIUSEPPE CEDERNA

e con
Gabriele Foschi

regia
Giancarlo Lucariello e Massimo Natale


musiche Maurizio Fabrizio
scene Stefano Cola
luci Maurizio Fabretti


Sinossi
Un ambiente prevalentemente bianco, disposto quasi a semicerchio; questo anfiteatro surreale sarà testimone di un incontro insolito. Quattro vetrate sul fondo della scena, unico elemento un pianoforte. È questo il luogo "non luogo" in cui John sta aspettando qualcuno che è in ritardo. Il "Godot" della situazione è Lennon, L'altra sua metà. Finalmente arriva. Sotto il giubbotto di pelle, porta un maglione scuro, jeans e stivali. Così era vestito la sera dell'otto dicembre 1980. Quella sera! John, lo accoglie freddamente, stanco di aspettare. Un incontro che mantiene molti lati oscuri, partito da un paradossale invito a cena. Inizia così un incontro rimandato da anni che, col passare dei minuti e della vicinanza reciproca di due caratteri opposti, assume i toni dello scontro, del duello. La calma iniziale passa come un alito di vento e viene presto rimpiazzata da ogni sorta di sentimento: ripicche, accuse, ricordi di un'infanzia difficile, di una famiglia distrutta, scontri sui compromessi della vita e sul prezzo del successo. Due personalità opposte che litigano e sono tanto più distanti quanto più si appartengono. Il perché dell'incontro non viene mai esibito sino in fondo. Dopo aver dato sfogo a tutto il loro astio, sembrano riavvicinarsi attraverso la disperazione, la solitudine e l'amore che li unisce. Tutto si placa. John ha preparato per la loro "ultima cena" un po' di pane e del vino. Lennon la prende quasi come uno scherzo, ma poi capisce e si lascia andare. Finalmente è rivelato il perché di quello strano invito. Si è fatto tardi, Lennon deve andare. Sono quasi le dieci e mezza. C'è chi lo sta aspettando.

Nota

Questo testo di teatro non ambisce ad essere un pezzo di biografia, benché i riferimenti a persone, luoghi e situazioni siano tutt'altro che puramente casuali. Sono semmai i motivi di fondo, le parole - quasi tutte - e i discorsi, ad essere un puro parto di fantasia. È persino banale ricordare come in ogni uomo coesistano più uomini, e come in ogni personalità navighino più motivi, diramazioni, e contrasti tra le parti. Un nome e un cognome rendono bene tale dicotomia. Il nome, quello proprio, che ci è stato concesso; quello di famiglia, che abbiamo ereditato. Un lato di noi necessariamente in luce, a contatto col mondo, e un lato nell'oscurità, visibile - spesso nemmeno troppo - solo a noi stessi. Per questo ogni riferimento alla realtà vissuta di questo eccezionale uomo di parole e musica è allo stesso tempo fortemente voluto e puramente casuale. È stata un'esistenza terribile e affascinante. Una vita finita per mano di un ammiratore considerato pazzo. Poteva finire in mille altri modi. È finita così.