Teatro Stabile delle Marche
presenta

NOZZE
da Cechov - Majakovskij - Brecht

con
La Compagnia Giovani del Teatro Stabile delle Marche

ANGHELA ALO', CHRISTIAN AMADORI,
ANDREA BARTOLA, ANDREA CAIMMI,
CLAUDIA CECCARINI, GIORGIO CONTIGIANI,
PAOLA GIORGI,
ROSETTA MARTELLINI,
PIETRO MICCI, LUIGI MORETTI,
LAURA NARDOZI, BEATRICE SCHIROS

regia
Giampiero Solari

allestimento scenico Stefania Cempini
luci Gustavo Federici
musiche eseguite da Paolo Mencoboni
regista assistente Luigi Moretti


Tre atti unici tratti da "Le nozze" di Anton Cechov, "La cimice" di Vladimir Majakovskji e "Le nozze piccolo borghesi" di Bertold Brecht. Tre pranzi di nozze che si ripetono ossessivamente nell'arco di un secolo e che finiscono tutti e tre a scatafascio. Dalla fine dell'800 quando Cechov scriveva "Le nozze" all'apice del socialismo reale condensato nel lancinante "matrimonio rosso" da "La cimice" majakowskjiana fino al nucleo familiare dell'italietta in pieno boom economico dov'Ŕ calata l'opera di Brecht. Tutti e tre ripetono situazioni e personaggi in un contrasto paradossale di ilaritÓ e drammaticitÓ, sfociando, alla fine in una raffinata quanto violenta satira. Una carrellata di caratteri, di tic, di cattiveria. Quella pura che si scatena quando parenti e amici, o pseudo tali si ritrovano insieme per un evento a cui non si pu˛ mancare, costretti ad essere allegri per forza, a far da cornice festosa agli sposi novelli. Protagonista la Compagnia del Teatro Stabile delle Marche guidata dalla regia di Giampiero Solari. Undici gli attori in scena per uno spettacolo comico-grottesco con musica dal vivo eseguita dal pianista Paolo Mencoboni. Gli attori: Christian Amadori, Andrea Bartola, Andrea Caimmi, Claudia Ceccarini, Giorgio Contigiani, Paola Giorgi, Rosetta Martellini, Pietro Micci, Luigi Moretti, Laura Nardozi, Beatrice Schiros. Risate assicurate, colpi di scena e magie del palcoscenico. E' l'arte dell'attore a governare il lavoro di Solari, l'importanza che il regista da ad ogni singolo movimento, ad ogni tensione tra i corpi Ŕ chiara nella sua intenzione di eliminare psicologismi per sviluppare il carattere sociale attraverso la forza dialettica che scaturisce dal corpo dell'attore stesso.