|
L'Amante può considerarsi una tragicommedia incentrata sul gioco e sulla
"menzogna" dell'amore. Sullo sfondo di una Londra dei primi anni sessanta,
i due protagonisti della vicenda, marito e moglie, imbastiscono il loro
raffinato gioco di coppia fatto di allusioni e di strategiche reticenze.
Una straordinaria partita di teatro quella che si contendono i due,
con dialoghi sempre tesi, scattanti. Pinter diffida attori e registi
a forzate sovrapposizioni o a strambi sperimentalismi: i ritmi, le virgole,
le pause, compongono una partitura musicale e quindi assumono lo stesso
valore delle battute. Non sono convenzioni o costrizioni formali, ma
fanno parte del corpo dell'azione. Dietro la banalità delle certezze,
frugando dietro il suono consolatorio delle parole, emergono in scena
ambizioni, desideri nascosti, pulsioni inconfessabili. Lo spettatore
diventa voyeur, assiste e spia l'intimità morbosa della coppia, partecipa
alla ridiscussione di ciò che è giusto e sbagliato in amore. Ancora
una volta il Teatro fa ricorso alla passione, al fervore, alla follia,
come antidoti necessari per debellare il virus della noia e della routine
di ogni giorno.
|