Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
in collaborazione con
XXIII Festival "La Versiliana"
presenta



PALLIDO OGGETTO DEL DESIDERIO
di René de Ceccatty
dal romanzo La femme et le pantin di Pierre Louys
adattamento teatrale di René de Ceccatty e Alfredo Arias

con
PINO MICOL
DANIELA GIOVANETTI

con la partecipazione di
Francesca Benedetti

e con
Stefano Galante
Luca Arcangeli

regia

Alfredo Arias

scene Francesco Calcagnini
costumi Alessandro Lai
musiche Arturo Annecchino
luci Jacques Rouveyrollis


Sono state probabilmente la suggestione delle immagini raffinate e vibranti di Pierre Lo˙s - ancora illuminate dall'emozione e dall'evanescenza della scrittura simbolista - e la sua lucida analisi dell'amore perverso a indurre René de Ceccatty, scrittore della passione a autorevole critico e traduttore di letteratura italiana, a trarre un testo teatrale da La femme et le pantin (La donna e il pupazzo). Questo lavoro segue una serie di felici collaborazioni con Alfredo Arias, tra le quali ha avuto un successo clamoroso La signora delle camelie con Isabelle Adjani. Il romanzo di Lo˙s, pubblicato nel 1898, ha sempre suscitato l'interesse del mondo dello spettacolo: è stato numerose volte alla base di sceneggiature hollywoodiane e francesi. Da Marlene Dietrich (The Devil is a Woman di Joseph von Sternberg) a Brigitte Bardot, le più famose attrici del grande schermo sono state attratte, da questo personaggio di "femme fatale". L'ultima versione cinematografica, diretta da Luis Buñuel e sceneggiata da Jean-Claude Carrière, ha segnato una data importante nella storia degli adattamenti letterari, con il titolo di Quell'oscuro oggetto del desiderio. Nel teatro italiano il lavoro di René de Ceccatty, strettamente concepito assieme ad Alfredo Arias, rappresenta un'esperienza inedita e profondamente originale, incentrata sulle ambiguità della passione. Il testo consiste in una sorta d'itinerario mentale all'interno di un rapporto appassionato, che coinvolge un uomo maturo, una giovane ballerina e il nipote di lui. La storia - pervasa da una conflittualità misteriosa e da un sottile erotismo, fatto di perversi avvertimenti e lievi allusioni - viene rivissuta dall'anziano protagonista, che la racconta al giovane: la ballerina di cabaret viene evocata e la sua vita, non priva di risvolti oscuri e pericoli, è rappresentata attraverso un teso gioco di flashback onirici e sensuali. La regia, nella sua narrazione interiore e fluida, racchiude in sé molti riferimenti all'universo del cinema. L'azione si svolge interamente in un treno che riassume tutti i sogni del desiderio e della memoria. Alfredo Arias, vero genio europeo della messinscena, conquista con il suo originalissimo linguaggio. Nello spettacolo inserirà tutto un lavoro coreografico, musicale e visuale, armonioso intreccio di erudizione, raffinatezza, seduzione e fantasia. Grande lezione di poesia, che tocca il mondo del music-hall e il teatro del melodramma. Lo spettacolo ha debuttato nell'ambito del Festival La Versiliana 2002.