Teatro di Genova
presenta



MADRE COURAGE E I SUOI FIGLI
di Bertolt Brecht
versione italiana Saverio Vertone

con
MARIANGELA MELATO

e con
Arianna Comes, Gaetano Sciortino, Enzo Paci,
Aleksandar Cvjetkovic, Federico Vanni, Miodrag Krivokapic,
Roberto Alinghieri, Ugo Maria Morosi, Pietro Tammaro,
Frédérique Loliée, Andrea Nicolini, Riccardo Bellandi,
Emiliano Iovine, Flavio Parenti, Massimo Brizi, Ernesto Rossi,
Rachele Ghersi, Jacopo Surico

regia
Marco Sciaccaluga

Scene Matthias Langhoff
Costumi Guido Fiorato
Musiche Paul Dessau e Carlo Boccadoro
Luci Sandro Sussi


La stagione 2002/2003 si apre con un grande spettacolo internazionale, che vede Mariangela Melato interprete di uno dei più bei personaggi del teatro del Novecento e protagonista di una inedita, attualissima lettura del capolavoro brechtiano. A trentatré anni dalla celebre edizione con Lina Volonghi, la nuova Madre Courage del Teatro di Genova nasce in un momento di rinnovato interesse per l'opera del drammaturgo tedesco che, riconosciuto ormai un "classico", può definitivamente essere trattato in quanto tale, libero da pregiudizi o incrostazioni ideologiche, come un autore capace di parlare a ogni tempo con un linguaggio universale. E attualissimo risulta proprio il suo discorso sulla multirazzialità delle guerre di ieri e di oggi, da cui sono nate le scelte di porre accanto alla Melato un cast internazionale con attori di varia nazionalità (italiani, serbi, francesi) e quella di affidare la scenografia dello spettacolo al tedesco Matthias Langhoff, il quale ha offerto alla messa in scena di Sciaccaluga un impianto figurativo molto moderno, in cui si coniugano dialetticamente il classico e il contemporaneo e dentro al quale assumono grande importanza le musiche originali di Paul Dessau e quelle aggiunte da Carlo Boccadoro per un'orchestrina che suona "dal vivo". Scritto alla vigilia del secondo conflitto mondiale, Madre Courage racconta la guerra - la guerra di ogni tempo - dal punto di vista di chi la patisce: soldati, contadini, poveri e tutti coloro che devono sopravvivere adattandosi alle sue leggi assurde e atroci. I vari episodi della vicenda ambientata da Brecht durante la guerra dei Trent'anni (1618- 1648) trovano la loro unità nell'umanissima presenza di una donna, Madre Courage, testardamente chiusa nel proprio egoismo, la quale nel corso della vicenda vede perdersi e scomparire nell'immane carneficina, uno dopo l'altro, i figli che ha avuto da soldati di eserciti e di paesi diversi. Ma lei non si arrende. Resta sola a tirare la sua carretta di false ricchezze e di dolorosi stenti, sempre in attesa di un improbabile, impossibile miracolo.