Teatro di Genova
Teatro Stabile del Veneto "Carlo Goldoni"
presentano



IL CERCHIO DI GESSO DEL CAUCASO
di Bertolt Brecht
versione italiana Edoardo Sanguineti

con
LELLO ARENA

e con
Marco Avogadro, Giovanni Cal˛, Piergiorgio Fasolo,
Daniela Giordano, Nunzia Greco, Adriano Iurissevich,
Alessandro Maggi, Manuela Massimi, Orietta Notari,
Lena Sebasti, Roberto Serpi, Paolo Serra,
Mariangeles Torres, Lia Zinno


regia
Benno Besson

Scene e costumi Ezio Toffolutti
Maschere Anne Leray Arielle Chanty
Musica Paul Dessau


Con la messa in scena di Il cerchio di gesso del Caucaso, Benno Besson ritrova il teatro dell'amico e maestro Bertolt Brecht, dal cui mondo poetico non si Ŕ mai separato dal 1948, quando lo incontr˛ a Zurigo, un anno prima di raggiungerlo al Berliner Ensemble. E lo fa attraverso una favola che ha visto personalmente nascere a Berlino, nel 1954 (dieci anni dopo la sua prima stesura), e che ha giÓ pi¨ volte portato sui palcoscenici europei, sempre come se fosse una commedia scritta in quel momento, capace di parlare con forza e immediatezza della contemporaneitÓ. L'apologo si articola in due racconti paralleli, destinati a convergere in una morale particolarmente cara a Bertolt Brecht: le cose, come gli affetti personali, appartengono non a chi ne rivendica la proprietÓ per casta o per sangue, ma a colui che ne ha avuto cura e ha permesso loro di crescere. Da una parte, pertanto, c'Ŕ la storia del nobile figlio del governatore di un villaggio della Georgia, abbandonato nel corso di una rivolta di palazzo e amorevolmente allevato dalla serva Groucha, la quale si rifiuta di riconsegnarlo alla madre naturale, quando questa viene a reclamarlo; dall'altra, quella del giudice Azdak, mentitore matricolato e ubriacone, portato dagli sconvolgimenti politici su un trono da cui emana sentenze "stravaganti", in questo caso improntate a un'idea salomonica della giustizia. Benno Besson, che torna per la settima volta a dirigere uno spettacolo per il Teatro di Genova, ha scelto di mettere in scena questa favola etico-sociale, portando in primo piano la dimensione pi¨ arcaica ed emblematica del racconto, e puntando sulla leggerezza e sulla semplicitÓ del gioco teatrale, sempre nel rispetto dell'intelligenza e del diritto al divertimento del pubblico. Onde l'uso sempre molto sapiente delle maschere e la fedeltÓ alla compagnia degli attori, con Lello Arena in primo piano, giÓ interprete dello spettacolo L'amore delle tre melarance: come questo risultato della collaborazione con Edoardo Sanguineti (qui in veste di traduttore) e coprodotto dal Teatro Stabile del Veneto "Carlo Goldoni".