Teatro Artigiano
presenta



NON ERA LA QUINTA, ERA LA NONA
di Aldo Nicolaj


con
IVANA MONTI
PIETRO LONGHI

e con
CARLO ETTORE

orchestra in palcoscenico
Giuseppe Chiodi
(tromba)
Sergio Fabrizi
(batteria)
Bruno Porcacchia
(chitarra)
Salvatore Regoli
(trombone)

regia
Silvio Giordani


"Non era la quinta, era la nona" è il testo di Aldo Nicolaj che ha avuto maggiore successo all'estero e in particolare in Francia, Germania e Russia. II perno della commedia è Eva (forse il nome non è casuale) intrigante figura femminile, autentica forza della natura che passa dallo sbandamento del non saper che fare all'eccesso di saperlo anche troppo. Di fronte a lei qualunque uomo, marito, figlio o amante che sia, è e risulterà sempre soccombente, anche se può talvolta, con l'uso della ragione o magari della fortuna, ribaltare la situazione. Il microcosmo formalmente costruito sull'amore che Eva assembla attorno a sé coinvolgendo Mario (il marito) e Bruno (l'amante), diventa un contenitore di pulsioni negative in un contrasto assurdamente comico e nero. Ecco allora le incomprensioni o l'egoismo piccolo borghese, un tocco di umanità o di infantile crudeltà animare a turno Eva, Bruno e Carlo personaggi amabili e mai volgari, carnefici e vittime insieme, che ci fanno ridere e riflettere insieme. Con loro Nicolaj appare un disincantato demiurgo che muove con destrezza le sue marionette-personaggi, ma poi, paradossalmente, scopre di essere lui stesso parte integrante del gioco. Una sorta di Cechov italico, luminoso e malinconico. In questo allestimento che vede Ivana Monti e Pietro Longhi protagonisti rispettivamente nei ruoli di Eva e Bruno, ci affascina molto l'idea di sconfiggere per una volta il detto "memo propheta in patria" e di trattare "Non era la Quinta, era la Nona" come una preziosa bottiglia di buon vino, dimenticato per un po' ad invecchiare in una remota cantina d'Europa.