Teatro De Gli Incamminati
presenta


COS'E' L'AMORE
di
Franco Branciaroli

con
FRANCO BRANCIAROLI

e con
Giovanni Battaglia, Marcello Belotti, Paola Bigatto,
Tommaso Cardarelli, Enzo Curcurù, Gianluca Gobbi,
Luca Levi, Roberto Marinelli, Fabrizio Matteini,
Michele Maccagno, Andrea Narsi, Giulio Nerici,
Umberto Petranca, Carmelo Rifici, Nicola Stravalaci,
Simone Taddei, Francesco Vicino

regia
Claudio Longhi

scene Giacomo Andrico
costumi Gianluca Sbicca e Simone Valsecchi
luci Juraj Saleri


Presentazione
Franco Branciaroli rivisita l'Antigone sofoclea e ne ripropone i temi fondamentali ritrovandoli in un contesto più vicino ai nostri giorni. Presentato come un primo studio nel 1999 Cos'è l'amore viene rappresentato oggi nella sua versione definitiva, immaginata dal regista Claudio Longhi con le scene di Giacomo Andrico e i costumi di Gianluca Sbicca e Simone Valsecchi. Lo spettacolo vedrà il coinvolgimento di una compagnia di diciotto attori tra i quali oltre allo stesso Branciaroli figurano Paola Bigatto, Giovanni Battaglia, Gianluca Gobbi, e andrà in scena dal 10 e il 20 ottobre al Teatro Paolo Grassi di Via Rovello. Il testo sviluppa un'affascinante intuizione che vede riemergere i termini del mito antico in una drammatica vicenda che parla il linguaggio della nostra realtà. Un gruppo di giovani emarginati, accolti da una comunità, la Città del sole, un efferato omicidio, il cadavere gettato in una discarica, l'assassino e i suoi complici perseguitati da ossessioni e rimorsi, il fondatore della Città roso dal tarlo dei dubbi, i genitori del ragazzo morto spezzati dal dolore, i suoi amici, chi pronto a difendere la comunità, chi disposto a mettere in gioco la propria vita per dare una tomba allo scomparso: questi i principali elementi del testo in cui il quotidiano è chiamato a confrontarsi coi territori misteriosi del mito. Mano a mano che l'azione procede, i nudi fatti si illuminano di insospettati rimandi alla leggenda: la vittima ha nome Polinice, Giocasta ed Edipo lo hanno generato, Creonte lo ha raccolto nella propria comunità, Antigone ed Ismene lo hanno amato; intorno il Coro dei compagni, soffre, si interroga, giudica, cerca una via di uscita. Nell'incontro con il feroce mito sofocleo di Antigone, Cos'è l'amore libera gli eventi dalle secche della cronaca per aprire nuovi orizzonti di significato e pone inquietanti interrogativi di urgente e perpetua necessità.

Note di regia
Un gruppo di giovani emarginati, accolti da una comunità, la Città del sole, un efferato omicidio, il cadavere gettato in una discarica, l'assassino e i suoi complici perseguitati da ossessioni e rimorsi, il fondatore della Città roso dal tarlo dei dubbi, i genitori del ragazzo morto spezzati dal dolore, i suoi amici, chi pronto a difendere la comunità, chi disposto a mettere in gioco la propria vita per dare una tomba allo scomparso: questi i principali elementi di Cos'è l'amore, il nuovo copione di Franco Branciaroli (giunto oggi, dopo i primi studi del 1999, alla sua versione definitiva) in cui il quotidiano è chiamato a confrontarsi coi territori misteriosi del mito. Mano a mano che l'azione procede, i nudi fatti si illuminano di insospettati rimandi alla leggenda: il morto ha nome Polinice, Giocasta ed Edipo lo hanno generato, Creonte lo ha raccolto nella propria comunità, Antigone ed Ismene lo hanno amato; intorno il Coro dei compagni, soffre, si interroga, giudica, cerca una via di uscita. Nell'incontro con il feroce mito sofocleo di Antigone, Cos'è l'amore si libera dalle secche della cronaca per aprirsi a nuovi orizzonti di significato e pone inquietanti interrogativi di urgente e perpetua necessità: cos'è una passione?, che rapporto esiste tra famiglia e società?, come funzionano i meccanismi della violenza?, che valore ha nel nostro mondo la morte? e ancora, e soprattutto: cos'è una città?, l'individualismo ha lasciato spazio alla possibilità di una autentica vita in comunità? E' ancora possibile parlare di comunità o di bene pubblico nelle società "astratte" dei grandi numeri?
Claudio Longhi