Teatro De Gli Incamminati
presenta


CALIGOLA
di Albert Camus

con
FRANCO BRANCIAROLI

e con
Marco Balbi, Andrea Soffiantini,
Franco Olivero, Paolo Bessegato, Gianluca Gobbi,
Tommaso Cardarelli, Gabriella Zamparini,
Riccardo Mantani Renzi, Claudio Migliavacca,
Nanni Tormen, Ettore Cibelli, Tina Boscarelli

regia
Claudio Longhi

scene Giacomo Andrico
costumi Gianluca Sbicca e Simone Valsecchi
luci Iarj Saleri


A distanza di quasi vent'anni dall'interpretazione televisiva, che lo vide protagonista di una celebre edizione del Caligola curata da Luigi Squarzina, Franco Branciaroli torna ad affrontare il personaggio dell'imperatore romano, questa volta in teatro, portando in scena il dramma di Albert Camus e affidandone la regia a Claudio Longhi. All'indomani della morte della sorella-amante, a Caligola - terribile signore dei destini di Roma sconvolto dal dolore - si rivela una verità crudele nella sua desolante banalità: "gli uomini muoiono senza essere felici". Consumato da un feroce desiderio "d'impossibile", unica risposta all'assurdità del vivere, Caligola si getta così a capofitto in un agghiacciante vortice di delitti cui solo la sua morte può porre termine. Preparato sistematicamente, violenza dopo violenza, arbitrio dopo arbitrio, l'omicidio di Caligola ha tutta l'aria di un "suicidio superiore". Composto in prima stesura nel 1938, dopo una lettura delle Vite dei dodici Cesari di Svetonio, Caligola è stato rappresentato per la prima volta al Teatro Hèbertot di Parigi nel 1945. Sin dal suo esordio il dramma di Camus è stato accolto dalla critica come una commedia filosofica. A questo proposito ebbe a commentare lo stesso autore: " Si tratta di una tragedia dell'intelligenza; da ciò si conclude naturalmente che questo dramma sia intellettuale. Personalmente credo di conoscere bene i difetti di quest'opera. Ma cerco invano la filosofia in questi quattro atti […]. No, la mia ambizione era un'altra. La passione per l'impossibile è per il drammaturgo un oggetto di studio dello stesso valore della cupidigia o dell'adulterio. Mostrarla nel suo furore, illustrarne i disastri, rivelarne il fiasco: ecco il mio progetto. È su questa base che bisogna giudicare la mia opera".