Diana - Organizzazione Italiana Spettacoli
Chi è di scena s.r.l.
presentano



COSE DA PAZZI!
ovvero lo strano caso di Felice C
di Vincenzo Salemme

con
VINCENZO SALEMME

e con
Biancamaria Lelli, Maurizio Casagrande,
Claudia Federica Petrella, Teresa Del Vecchio,
Domenico Aria, Ernesto Lama, Roberta Formilli

regia
Vincenzo Salemme


scene Alessandro Chiti
costumi Giusi Giustino
musiche Antonio Boccia


Nel 1990 ho scritto e poi rappresentato una mia commedia dal titolo "Lo strano caso di Felice C.". Per la precisione ho cominciato a scriverla, di getto, nel 1989, dopo il crollo del muro di Berlino, crollo che rappresentò, per molte persone, la fine di un sogno. Di un sogno, non di un'utopia poiché ciò in cui avevano, avevamo creduto, aveva molto più a che fare con il mondo delle illusioni che non con quello della fede. Il nostro attaccamento all'Idea, cioè, non era un attaccamento di tipo religioso, integralista, cieco... No! Noi volevamo, desideravamo, un mondo migliore. La nostra era pura immaginazione. Per le strade si urlava infatti: "La fantasia al potere!" Scoprire troppo tardi che quelle nostre fantasie, quei nostri sogni, nella realtà si erano invece trasformati in mostri fu un vero shock! Molti provarono a trovare ragioni, giustificazioni. Molti altri ancora riuscirono a dimenticare. Alcuni a tradire. Altri ancora a nascondere. Ma Felice C., il protagonista della mia commedia, no. Lui era uno di quelli che proprio non riusciva a farsi scorrere addosso le delusioni. Lui avrebbe voluto tornare indietro prendere per il petto coloro che lo avevano fregato. Avrebbe voluto punire se stesso per averci creduto. Ma a lui quelle idee che lo avevano folgorato quando era ragazzo piacevano ancora. Quelle idee in cui avevamo creduto erano ormai come un riflesso condizionato. Agiva ormai per inerzia. Non sapeva rubare perché gli avevano insegnato che non si deve rubare e questo a lui piaceva. Non amava il denaro, la competizione, il potere... Non amava i valori di una società che andava abbattuta per consentire a tutti di vivere una vita più dignitosa. E questo a lui piaceva. Come avrebbe fatto adesso a sopravvivere. Ecco perché ora lui si sente come un portatore di handicap, un handicap morale, ma sempre un handicap. Ecco perché fa domanda allo Stato per ricevere una pensione di invalidità civile. Questo è lo spunto della commedia. Commedia che ho voluto riprendere adesso dandole un nuovo titolo "Cose da pazzi!". L'ho voluto riprendere perché è una commedia a cui sono molto legato e che ho troppo poco rappresentato (ero appena agli inizi della carriera). L'ho voluto riprendere perché è una commedia sui valori, non importa che il protagonista sia un comunista. Non è quello che conta. Poteva anche essere di idee diametralmente opposte. L'importante era rappresentare un uomo disperato per il crollo delle idee in cui aveva creduto, le idee che lo avevano guidato per gran parte della vita, le idee che gli avevano dato una ragione per vivere. Per tornare indietro nel tempo, il protagonista avrebbe tranquillamente potuto essere un giovane aderente al fascismo che si accorge degli orrori della dittatura quando ormai la sua personalità si è già formata su quelle idee. Ovviamente quando si mettono le mani su una commedia che non si rappresenta da dieci anni, ci si accorge che lo stile è un po' sorpassato e un po' incerto, le battute un po' datate e così si finisce per riscriverla daccapo tenendo buono solo il soggetto, il racconto, il fatto. Ecco perché si può parlare quasi di una nuova commedia ed ecco perché ho potuto darle un nuovo titolo che è "Cose da pazzi!" lasciando tuttavia come sottotitolo "Lo strano caso di Felice C.". Per i pochi che l'hanno vista in passato, questa nuova versione potrebbe essere una bella scoperta. Per quelli che invece non hanno mai visto "Lo strano caso di Felice C." dico "Venite a teatro a vedere la mia nuova commedia". "Come si chiama?" "Cose da pazzi!"
Vincenzo Salemme