Teatro dell'Archivolto
presenta



BUKOWSKI


con
ALESSANDRO HABER

e con

VELOTTI/BATTISTI JAZZ ENSAMBLE
Luca Velotti sax tenore, sax soprano, clarinetto
Mauro Battisti contrabbasso
Carlo Battisti batteria
Marco Di Gennaro pianoforte

regia
Giorgio Gallione



In una vecchia stanza trasandata, a meta tra una camera d'albergo decaduta e un locale notturno di infima categoria, è accampato Bukowski. Tra sedie sfondate, strumenti musicali, bottiglie vuote e una miriade di gatti randagi che appaiono ovunque, Buk ci racconta il suo congedo dalla vita. Tra poesie, canzoni e racconti recuperati dalla enorme produzione del poeta, assistiamo all'ultimo show del performer, che canta, irride, si traveste da donna, gioca con le parole e la musica (scenografia sonora permanente) raccontandoci in un particolarissimo spettacolo/concerto la sua idea della vita: dal sesso alla birra, dalla musica alla letteratura. Su tutto aleggia l'idea dell'addio, che corteggia e irride la morte, con parole ironiche, spregiudicate e feroci.

Domani me ne andrò
Non c'è un angelo vendicatore o un rosso demonio fiammeggiante
ci sono soltanto io qui seduto a giocare con le parole a 70 anni.
Sono decenni che faccio questo gioco.
A volte la gente mi riconosce per strada e si entusiasma.
"calma,' dico. "non è niente."

Gli dei sono stati gentili con me,
tenendomi fuori da prigioni o manicomi o ospedali.
Tutto considerato godo di salute eccezionalmente buona.
Credetemi, non immaginavo di vivere cosi a lungo,
pianificavo una rapida uscita di scena
per cui ho vissuto con sprezzante abbandono.
Non arrabbiatevi, non intendo impossessarmi della scena per sempre.
Se viene fuori qualcuno di appena decente sarò lieto di farmi da parte.
Scriverò solo per me stesso e a me stesso,
che è poi quello che sempre ho fatto.

Si, si, ho avuto fortuna e ancora ce l'ho,
abbiate pazienza vi prego,
domani me ne andrò,
non insozzerò più le pagine
con versi semplici e crudi.
Diventerò stranamente quieto e allora potrete rilassarvi.
Ma per adesso, per stasera, scrivo,
musica classica come sempre alla radio.
Combatto col computer e le parole si formano e brillano sullo schermo.
Figlio di mignotta, voi non avete idea di che corsa
adorabile e selvaggia sia stata questa.

Sicché ora riempio il bicchiere e brindo a tutto quanto:
ai miei fedeli lettori che mi hanno tenuto sempre a galla,
a mia moglie e al miei gatti e al mio editore,
e alla mia auto che aspetta qui fuori di portarmi domani alle corse,
e brindo all'ultima riga che mal scriverò.
E' stato un miracolo al di là di ogni miracolo.