Il Domani, Giovedì 14 Novembre 2002
Al Comunale l'opera scritta dall'attore con Carlo Lucarelli.
Un commissario sul palcoscenico.
Da stasera Giorgio Comaschi in "Maigret e il delitto a teatro".
È Giorgio Comaschi il primo "big" della stagione teatrale del Comune di Persiceto, che si apre nel nome del giallo. Oggi, domani e dopodomani, nel settecentesco Teatro Comunale recuperato alla prosa d'autore, va in scena infatti l'anteprima nazionale di "Maigret e il delitto a teatro", una pièce ideata a quattro mani dallo scrittore di gialli Carlo Lucarelli e dall'attore e giornalista Giorgio Comaschi. Scritto da Carla Catenacci e Giovanni Gotti, lo spettacolo, alla cui realizzazione il Comune partecipa nella veste di produttore, inizia stasera alle 21 e sarà replicato alla stessa ora fino a sabato. La rappresentazione, interpretata da Comaschi ed Enzo Robutti, riserverà al pubblico molte sorprese sia dal punto di vista narrativo che dell'ambientazione; l'intero teatro, platea inclusa, diverrà il luogo d'azione del commissario Maigret impegnato nella risoluzione di misteriosi casi. Insieme ai due protagonisti saranno sul palcoscenico Stefania Vanzini, Marco Cavicchioli, Maurizio Cardillo, Angela Baraldi, Andrea Gherardi e Raffaella Bergamini. I biglietti saranno disponibili in prevendita oggi e domani dalle 18-19 e il 16 novembre, dopodomani dalle ore 20. "Maigret e il delitto a teatro" è il secondo appuntamento del cartellone teatrale 2002/2003 di TTTXTE, "Tre teatri per te", promosso dai Comuni di Crevalcore, San Giovanni in Persiceto e Sant'Agata Bolognese in collaborazione con l'assessorato alla cultura della Provincia di Bologna. In un'unica programmazione di qualità sono riuniti generi e interpreti diversi, un'offerta ricca e articolata per soddisfare le richieste di un pubblico sempre più attento ed esigente. Mantenendo tuttavia le caratteristiche specifiche di ogni singola stagione comunale. Nella fattispecie Persiceto privilegia da tempo il genere comico di qualità, la satira e i testi ispirati alla letteratura popolare.
Daniele Di Stefano

L'Unità, Venerdì 22 Novembre 2002
Duse, Comaschi e Lucarelli portano il "delitto a teatro".
Chissà come andava a lavorare II commissario Maigret? Di sicuro non in limousine. Più probabile con i mezzi pubblici. Qua siamo a Bologna e Maigret è un po' figlio di Simenon e un po' di Gino Cervi. Allora, signore e signori, tutti in autobus, perché, complice l'Atc, lo spettacolo 'Delitto al teatro' con Giorgio Comaschi per la regia di Franco Gervasio, dal 26 novembre all'8 dicembre al teatro Duse È li che nascerà. Un commissario, Megré alias Comaschi - si, si scrive come si pronuncia - salirà dalla stazione sulla Navetta C, alle 20.30 in punto. Basta munirsi di biglietto e chi vorrà potrà intrattenersi con lui fino a teatro, dove il protagonista, in vacanza con sua moglie (Stefania Vanzini), andrà a gustarsi un Amleto, Ma la tragedia shakesperiana ben presto si trasformerà In giallo. Una vittima giacerà a terra con un pugnale conficcato. Il colpevole potrebbe essere chiunque, dal direttore del teatro all'ultimo spettatore del loggione, e starà a Megré, coadiuvato - o forse è meglio dire disturbato, vista la goffaggine - dal suo vice Rana (Maurizio Cardillo), risolvere l'intrigo. Lo spettacolo, racconta Comaschi, è nato da 'Inviti a cena con delitto', una serie di serate alla Bottega di Franco. Da li sono state scritte delle trame. Qui io, a parte i baffi, ho ben poco di Maigret; non mi permetterei di imitarlo. Il lavoro è un omaggio deferente a Cervi". Di cui si celebra il centesimo anniversario dalla nascita. La trama, sviluppata da Giovanni Gotti e Carla Catenacci che nella vita, tengono a precisare, fanno tutt'altro, è nata dall'idea originale di Cario Lucarelli, intervenuto anche "come tecnico, per fare tornare le cose". Non è stato facile per lo scrittore lavorare a questo spettacolo, "mi sono confrontato con dei colossi: Simenon e Cervi. Poi, costruire intorno a Maigret è peggio che scrivere di Napoleone, almeno lui è morto. Lucarelli non aggiunge altro, "altrimenti che giallo sarebbe?". Avvertiamo però che parte dei tredici attori sarà in sala e il pubblico, tra un interrogatorio e vari colpi di scena, sarà coinvolto. Quanto alla provenienza degli attori, alcuni sono professioni navigati, altri freschi di scuola di recitazione, altri ancora dilettanti. E sarà forse per tanta eterogeneità ardua da combattere che il regista Gervasio si è meritato l'appellativo d'allenatore del Chievo'. Lo spettacolo è promosso dalla Fondazione Del Monte di Bologna e Ravenna ed ha il contributo dell'Atc e del Coordinamento Servizi Industriali.
Pina Rielli

Il Resto del Carlino, Venerdì 22 Novembre 2002
Lo spettacolo di Giorgio Comaschi (in scena dal 26) ha un prologo alla stazione.
Maigret diventa Megré.
Si scrive e si legge Megré e con il suo quasi omonimo ha in comune i baffi e il mestiere di Commissario. A interpretarlo è un frizzante Giorgio Comaschi, protagonista, insieme ad un cast definito "eterogeneo ma appassionato", di Delitto a Teatro, commedia noir davvero "interattiva", in prima nazionale al Duse dal 26 novembre all'8 dicembre, ideata dal giallista Carlo Lucarelli. Sceneggiatori anche Giovanni Gotti e Carla Catenacci, rispettivamente assicuratore e commercialista ma prestati alla drammaturgia giallistica con ottimi risultati. La regia è di Franco Gervasio, produzione Sosia srl. Lo spettacolo ha un prologo alla stazione Fs, alle 20.30 (domenica alle 15) dove Megré e signora (Stefania Vanzini) salgono sulla navetta C, pagano il biglietto, e si recano al Duse dove siederanno in prima fila. Il sipario si apre su un classico shakespeariano, Amleto, interpretato da valenti allievi della scuola di teatro Galante Garrone. Ed ecco, improvvisamente, il delitto. "Megré- spiega Comaschi- si sentirà in dovere di intervenire, in attesa che arrivi il vicecommissario locale, Rana, alias Maurizio Cardillo, che si rivela un perfetto cretino. La platea è disseminata di attori, ma per risolvere il caso avrò anche bisogno delle testimonianze del pubblico vero". Gli attori sono in parte professionisti, come Cardillo, Enzo Robutti e Marco Cavicchioli, in parte, oltre agli allievi, dilettanti che, però, hanno già dato prova di sé alle performance di Megré-Comaschi nelle "cene con delitto" realizzate al ristorante La Bottega di Franco. È lì, infatti, che Lucarelli è rimasto colpito e ha offerto la propria collaborazione. "Intervengo in qualità di tecnico- racconta lo scrittore- per costruire una trama con tutti i crismi del giallo adattabile al teatro. Non è stato facile: è inevitabile infatti il confronto con il Maigret di Simenon e quello incarnato da Gino Cervi". E, anche se Comaschi precisa di non voler assomigliare a Cervi, l'allestimento è un omaggio all'indimenticato attore bolognese, proprio nel teatro che lo vide spesso sul palco e che, per primo, dopo la sua morte, volle ricordarlo. La fondazione del Monte, con il contributo di Csai e Atc, ha promosso lo spettacolo. Atc dà così un assaggio di una prossima collaborazione con il Duse, che si realizzerà a gennaio con un servizio permanente di trasporto tra Stazione, il teatro di via Cartoleria e il parcheggio Staveco.
Luciana Cavina

Il Domani, Venerdì 22 Novembre 2002
Anche gli spettatori in sala saranno fra i sospettati del delitto.
"Megrè" in scena.
Giorgio Comaschi nei panni dell'investigatore.
"Delitto al teatro" al Dehon.
All'inizio c'è un autobus che porta il commissario Megrè a teatro per vedere l'Amleto. Di cosa succeda poi in Delitto al teatro, lo spettacolo che Giorgio Comaschi mette in scena al Teatro Duse da martedì prossimo fino all'8 dicembre (la replica più lunga fuori abbonamento per il teatro di via Cartoleria), non si sa molto e il seguito si può solo intuire: senz'altro un delitto e poi le indagini, gli interrogatori, i sospetti. Tra un colpo di scena e una resa dei conti, Megrè ("si scrive come si legge" assicura Comaschhi), da semplice spettatore diventa protagonista attivo delle indagini, insieme a tutto il pubblico. Tutti sono sospettati dell'omicidio "gli spettatori, chiamati anche a risolvere il mistero, gli attori, gli addetti alla sicurezza, le maschere e persino il direttore Marco Montanari" elenca "minaccioso" Comaschi. Lo spettacolo, che si svolge in sala a luci accese, riprende la formula già collaudata tra i tavoli della Bottega di Franco dove Comaschi da anni mette in scena con attori dilettanti, le "cene con delitto" pensate dalla moglie Carla Catenacci (nella vita commercialista) e da Giovanni Gotti (di professione assicuratore). Per scrivere il testo teatrale, Catenacci e Gotti si sono rivolti questa volta a Carlo Lucarelli che ha prestato la propria penna "in qualità di tecnico del giallo" per strutturare la trama su cui non si sbottona, "neanche sotto torutura". Del Maigret di Cervi, a cui Delitto al Teatro è dedicato, solo qualche traccia, i baffi e la pipa da tenere in tasca, poi le atmosfere che Lucarelli ha "rubato" allo sceneggiato anni Sessanta, e quel tocco "di noir psicologico per cui il commissario guarda qualcuno in faccia e capisce che è il colpevole". Di inedito, oltre alla formula per raggiungere il teatro (con la navetta C che dalla stazione alle 20:30 porta fino al Duse e che da gennaio diventerà servizio fisso prolungando la corsa fino al parcheggio Staveco) c'è la compagnia, "una scommessa" secondo qualcuno, da segnalare per l'etereogeneità del gruppo che vede i giovani della Galante Garrone affiancare attori professionisti ma anche dilettanti, un piccolo "Chievo" allenato da Franco Gervasio. Promosso dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, prodotto e distribuito da Sosia srl e reso possibile dai contributi di Atc e Coordinamento Servizi Aziendali Industriali, lo spettacolo, dopo l'anteprima a San Giovanni in Persiceto di qualche giorno fa e il debutto bolognese, partirà per una piccola tournée che toccherà cinque regioni d'Italia.
Irene Bisi

Il Resto del Carlino, Martedì 26 Novembre 2002
Questa sera la prima del "Megrè" di Giorgio Comaschi.
Omicidio a teatro.
E' una fredda serata d'inverno e voi state assistendo, comodamente seduti sulle poltrone rosse del Teatro Duse, al primo atto dell'"Amleto" di Shakespeare: una storia antica che tuttavia comunica sempre emozioni e sentimenti attuali… Eppure, improvviso, un black out manda all'aria tutte le vostre aspettative per la serata: nel breve spazio di alcuni secondi di buio, si compie un omicidio. Al riaccendersi delle luci, l'attore che stava interpretando la parte di Amleto si trova riverso sul palcoscenico, privo di vita. Con vostra buona pace, si fa inaspettatamente avanti niente di meno che il commissario Megrè, presente in sala accompagnato dalla moglie Louise. Un sospiro di sollievo? Non proprio: Tutto questo accade da questa sera (fino all'8 dicembre) nella commedia gialla intitolata "Delitto a teatro", scritta da Giovanni Gotti e Carla Catenacci e ideata da Carlo Lucarelli. Lo spettacolo, promosso dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, prodotto e distribuito da Sosia srl, è interpretato da Giorgio Comaschi e Enzo Robutti, Maurizio Cardillo, Marco Cavicchioli. In scena anche (in ordine alfabetico) Raffaella Bergamini, Cristiano Caldironi, Francesca Cioffi, Andrea Gherardi, Valentina Grasso, Silvia Magnani, Filippo Pagotto, Francesco Tonti, Stefano Vanzini. Allestimento scenico e musiche a cura di Franco Gervasio. Regia di Franco Gervasio.

Il Resto del Carlino, Martedì 28 Novembre 2002
Parlate pure: indaga Megré
Bologna - È d'impronta tipicamente bolognese questo Delitto al teatro Duse che si replica fino all'8 dicembre nella sala omonima. Non solo per il riferimento ad essa, visto che il titolo cambierà ovviamente a seconda dell'ambientazione. Bolognese lo è per fauna e clima, e per le abitudini che richiama. Nasce infatti dall'uso di inscenare commedie poliziesche davanti ai commensali di un ristorante cittadino, mescolando attori e avventori: anima di questi inviti a cena con delitto è sempre stato Giorgio Comaschi, con i baffi a manubrio e la erre moscia di Hercule Poirot. Portare la situazione in un teatro, giocando (a digiuno) sugli scarti verità-finzione e palcoscenico-platea, è stato il passo successivo. In cui, immaginando (nella foto) che proprio al Duse venga fatto secco da un coltello vagante il protagonista dell'Amleto durante un black out, la componente stracittadina ritorna visto che in prima fila di platea siede con signora il commissario Megré e non Maigret; cioè lo stesso Comaschi che rende omaggio al bolognese Gino Cervi cercando di rifarne l'eloquio bonario, ruminante. Su e giù per la platea, dalla quale si alzano a comando altri attori camuffati da pubblico, e coinvolgendo peraltro con forse eccessiva discrezione gli spettatori veri, Megré risolverà l'enigma dell'Amleto infilzato. Reso atto a Comaschi della sua indiscutibile simpatia, basterà dire che il copioncino di Gotti e Catenacci ha, visti i presupposti, basse pretese poliziesche ed è poco più di un pretesto. Perché non fare invece del pretesto un copione? Si pensi a Paolino Rossi e alle sue serate di delirio organizzato: c'è un canovaccio di partenza, ma poi gli attori inventano a seconda della serata e tirano in ballo, dandogli però molta corda, i personaggi più promettenti della platea. Qui, nell'ora e un quarto purtroppo un po' prevedibile, il difetto forse è proprio quello di alludere a uno spettacolo "finito" e persino curato (regìa di Franco Gervasio) come dimostra la seriosità di quella scena di Amleto iniziale, imprudentemente lunga visti gli interpreti. Per il resto, esilaranti gli scatti del sempre ineffabile Enzo Robutti, da noi amato; con l'imbranato Rana di Cardillo e i felici tic attorici di Cavicchioli.
s. c.

Il Quotidiano di Foggia, 07 Gennaio 2003
Delitto al Teatroteam: Giorgio Comaschi sabato 11 e domenica si trasforma in Megrè.
Una serata all'insegna del puro giallo.
Bari - Cosa c'è di meglio di una rilassante e tranquilla serata a teatro, dove sta per essere rappresentata una nuova messa in scena dell'intramontabile "Amleto?" E' appunto quello che pensano il Commissario Megrè, meglio dire Maigret, e la moglie, Louise desiderosi di vedere la tragedia Shakespeariana interpretata da una delle più stimante e rinomate compagnie del momento, ma la serata si rivela tutt'altro che rilassante: dopo neanche un quarto d'ora un black out interrompe bruscamente lo spettacolo, e quando le luci si riaccendono Edoardo Rivaberni giace a terra con un pugnale conficcato nel petto. Toccherà al famoso Maigret prendere in mano la situazione: aiutato dalla polizia locale, rappresentata dal goffo e impacciato Commissario Rana, il nostro acuto protagonista s'immergerà nell'universo del teatro e degli attori, dominato da invidie e rancori, gelosie e paure, arrivando a smascherare dietro l'immagine di serenità e amicizia che il gruppo di attori ostenta, una realtà fatta di tradimenti e ripicche, dove nessuno è come appare. Tra interrogatori e colpi di scena, tra attori veri e involontari, si arriverà poi alla soluzione del mistero, con atmosfere che richiamano il miglior Simenon, con tocchi alla Christie, grazie anche alla maestria e all'abilità inventiva e scrittoria del grande giallista Carlo Lucarelli. Gli attori oltre a Comaschi ricordiamolo sono: Maurizio Cardillo, Enzo Robutti, Marco Cavicchioli, Andrea Gherardi, Cristiano Caldironi, Francesco Tonti, Filippo Pagotto, Stefania Vanzini, Valentina Grosso, Francesca Cioffi, Silvia Magnani, Raffaella Bergamini. Regia di Franco Gervasio. È un'opera interattiva (adattabile di volta in volta al teatro in cui è rappresentato, dato che il titolo cambia a seconda del luogo di rappresentazione, questa volta è di scena il Teatroteam), in cui uno spettacolo ne contiene un altro e dove gli spettatori si trovano a partecipare direttamente alla soluzione del mistero. Il palcoscenico, dove rappresentato l'Amleto e la platea, dove si confondono con il pubblico. Tutti sono indiziati, tutti possibili colpevoli, tutti coinvolti in questo gioco. Il Commissario Maigret come atto d'amore nei confronti del grande Gino Cervi. Da non perdere.
Felisca