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La Stampa, 26 Marzo 2000
"Bartoli, l'attore che ha nutrito le sue fibra con tutti gli estri e
tutti gli umori del teatro all'improvviso, popolare e insieme colto,
buffonesche e insieme sublime, Bartoli, dicevamo, è davvero una mosca.
Come una mosca Marcello Bartoli passa con leggerezza e con naturalezza
da una maschera all'altra. E' come se, attraverso una porta invisibile,
ne uscisse trasformato, irriconoscibile. Usa dei trucchi, si capisce:
Ma il trucco per quanto elementare, è efficace, sembra davvero che un
personaggio ne generi un altro senza fatica e senza stacchi. E col personaggio
cambiano i linguaggi, la comicità, lo stile e le epoche. Bisogna essere
davvero bravi per creare con pochissimi mezzi una così densa carica
di suggestioni. Bartoli lo è. Sa usare il corpo come uno strumento musicale,
sa adoperare i linguaggi senza forzare, sa affrontare la comicità terragna,
scurrile e disperata degli zanni con una tensione impressionistica che
troviamo soltanto in Dario Fo. Il confronto è duro, Bartoli non teme
la sfida. L'esito è incantevole."
Osvaldo Guerrieri
La Repubblica, 24 Marzo 2001
"Il teatro non lo fanno né gli autori, né le parole di un libro. Il
teatro lo fanno gli attori, e quegli oggetti e quelle parole sono solo
gli strumenti per far risuonare l'arte dell'attore. Marcello Bartoli,
con la semplicità di chi conosce a fondo il mestiere, ci ricorda questa
essenziale verità con uno spettacolo semplice, ma intensissimo. Marcello
Bartoli ha un garbo pirotecnico invidiabile nel condurre per mano il
pubblico in questo percorso e regala una sera di grande, piacevolissimo
teatro.
Alfonso Cipolla
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