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L'Adige, 9 novembre 2000
Due interpretazioni di grande
livello per una sfida teatrale, il testo di Pinter, assolutamente difficile
e coraggiosa, ma gli attori della compagnia I Fratellini hanno sempre
dimostrato di essere veramente all'altezza degli allestimenti più impegnativi
ed anche questa volta hanno centrato il segno, regalando una prova di
teatro curata nei minimi particolari, dai toni della voce, alla presenza
e all'affiatamento in scena. Il dramma è arrivato in tutte le sue sfumature
perché i due interpreti ci hanno creduto fino in fondo, trasferendo
ai personaggi il grande disagio della solitudine, dell'incomunicabilità,
dell'indifferenza. Antonia Dalpiaz
L'Eco di Bergamo, 24 gennaio 2001
La loro interpretazione è misurata,
persino asciutta, coerente con lo stile scarno ed essenziale di Pinter,
che esige non esibizione della "bravura" ma senso delle pause e dei
silenzi, abilità nell'insinuare inquietudine. Finirà come sempre: il
pubblico ricorderà lo spettacolo più che gli interpreti. Succede, a
chi è tanto bravo da non gridarlo troppo forte.
Pier Giorgio Nosari
Il Gazzettino, 31 gennaio 2001
Ancora una serata di quelle che
possono essere definite consolatorie, in gironi offuscati da un pessimismo
crescente interno al destino della prosa. Il testo di Pinter implica,
da parte degli attori, una varietà di registri espressivi utili ad eliminare
il sospetto del gioco intellettuale che si accompagna alla ripetizione.
Ebbene, Bartoli e Cantarelli sono riusciti nella non facile impresa,
per cui sono stati applauditi con calore.
G.A. Cibotto
La Repubblica, 2 febbraio 2001
La bella realizzazione dei Fratellini, diretta da Giuseppe Emiliani,
nello spazio nitidamente scomposto su due piani a Graziano Gregori,
assegna i due fratelli a un unico interprete, lo straordinario Dario
Cantarelli, con o senza cappello, che se la sbriga giocando con le voci
anche quando i due dialogano tra loro, contrapposto all'insinuante Marcello
Bartoli con una soluzione beckettiana che psicologizza il mistero incentrato
sull'esclusione dell'estraneo.
Franco Quadri
Hystrio, anno XIV, n. 2
La regia di Giuseppe Emiliani affronta beckettianamente il testo
di Pinter, ne smussa gli angoli, ne ammorbidisce i conflitti, senza
per questo far perdere di incisività al rito della violenza. Lo spettacolo
non facile, teso nei tempi e nei ritmi recitativi, evidenzia un gran
lavoro alle spalle, tenta una via originale pur nel rispetto della scrittura
pinteriana e merita l'applauso della platea attenta.
Nicola Arrigoni
La Stampa, 5 aprile 2001
II clima soffocante individuato da Emiliani è profondamente efficace,
contribuisce a creare quel senso di affanno e di paura che Pinter tiene
a sobbollire sotto il coperchio, rispettando il copione alla virgola.
Eccellenti gli interpreti, a cominciare da Marcello Bartoli, un Davies
abbigliato come un comico del muto, con pantaloni larghi e livida vanteria
dell'anima.
Osvaldo Guerrieri
La Provincia, 20 gennaio 2001
La prova di interprete di Dario Cantarelli ha confermato le doti
dell'attore. Dopo la follia nel suo "Diario di un pazzo" torna a giocare
la carta del trasformismo, un trasformismo che nel testo di Pinter si
caratterizza in doppiezza, nella doppia faccia di una pazzia rabbiosa
e spietata. L'attore cremonese veste, infatti, i panni dei due fratelli
e fa rimanere a bocca aperta.
Nicola Arrigoni
La Repubblica, 2 Febbraio 2001
La bella realizzazione dei Fratellini, diretta da Giuseppe Emiliani,
nello spazio nitidamente scomposta su due piani di Graziano Gregori,
assegna i due fratelli ad un unico interprete, lo straordinario Dario
Cantarelli, che se la sbriga giocando sulle voci anche quando i due
dialogano fra loro, contrapposto all'insinuante Marcello Bartoli con
una soluzione beckettiana che psicologicizza il mistero incentrato sull'esclusione
dell'estraneo.
Franco Quadri
Il Tempo, 9 Marzo 2002
Cantarelli restituisce una duplice interpretazione della coppia
fraterna grazie a una concentrazione fonica, mimica e gestuale di assoluto
rigore e Marcello Bartoli ricorre al suo vastissimo apparato di registri
modulando ogni passaggio con pregevole duttilità.
Tiberia De Matteis
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