L'Eco di Bergamo, Giovadì 14 Marzo 2002
Brave Ambra Angiolini e Sabrina Salerno che giudano un cast tutto di giovani: brillante la regia di Sergio Japino.
Pensieri e parole: Lucio, ci ritorni in mente.
Bella e colorita commedia musicale al teatro Donizetti con le canzoni di Battisti.
Profumo di gioventù. In musica. E che musica: le canzoni di Lucio Battisti alle quali rimanda subito il titolo, Emozioni, della colorita commedia musicale su testo di Eduardo Tartaglia e con la regia (navigata) di Sergio Japino in scena al Donizetti fino a domenica. È stata una lieta sorpresa. Primo, per i quindici bravi ragazzi che la interpretano recitando e cantando; secondo per l'originale idea di modellare il tutto non su musiche originali come solitamente avviene nei musical, anche grandi, ma su quelle di un autore per così dire "al di fuori", e del calibro di Battisti, percorrendo così un cammino inverso, con l'azione che si plasma sulle note, che sboccia dalle canzoni. La quale azione è per l'appunto elastica, e leggerina, un po' lunghetta, con scaramucce sentimentali e problemini di cuore (a volte problemoni, come le delusioni d'amore, ma non drammatizzati). Diciamo che siamo un po' sul modello in voga adesso nel cinema americano in film come Save the last dance e The dancer, ma dentro un clima del tutto solare, mediterraneo. In una grande casa di campagna - la scena ne rappresenta uno "spaccato" - si rivedono coppie o single più o meno in sintonia che fanno i conti con il tempo passato in occasione del matrimonio di due loro amici, Sonia e Luca. Nell'attesa che risuonino le note della Marcia nuziale, che udremo nell'"emozione" finale, con la sposa e lo sposo rigorosamente in bianco (un bel "ritorno all'antica", non c'è che dire), si parla e anche si litiga (si fa per dire: nessuno s'azzuffa) sul filo dei ricordi, teso su affermazioni come "Questo matrimonio segna la fine di un'epoca". Capita a tutti, tutto passa. Il testo può risultare anche scontato ma fa comunque bell'effetto sentire giovani d'oggi - qui sono tutti, più o meno, "under thirties" - ragionare su se stessi e la loro vita e sentirli dire, per esempio che "nella vita si va avanti, si guarda al futuro". Ben detto. Ma, in sostanza, tra caleidoscopiche iridescenze proiettate sul palco, è il soffio storico del duo Battisti-Mogol a dare fiato e senso a questa commedia di sentimenti. Indimenticabili canzoni come Mi ritorni in mente, Acqua azzurra, acqua chiara, Una donna per amico, Pensieri e parole, Ancora tu e molte altre. La base è riprodotta ma le voci sono in diretta, ottimamente squillanti. Sarà anche vero che Sanremo è Sanremo ma, qui si è sentito, si può anche fare di più e meglio. La simpatia, la spigliatezza, l'eleganza (di comportamento) sono state la carta vincente per tutti gli attori-cantanti in scena Ambra Angiolini (Sonia, la sposa "di carattere") e Sabrina Salerno, senza nulla togliere alle altre ragazze in scena, ci hanno messo anche le... forme. Certo non guastano. Citiamo anche, nel gruppo, Mirko Petrini (Luca, lo sposo incerto), Alessandra Drusian, voce limpida degli Jalisse, Clotilde Sabatino, Dyana D'Ippolito, Christian Panico, Aldo Bergamaschi, il buffo Vladimir Luxuria in una macchietta gay. Un bravo meritano comunque tutti. In due ore e 45 minuti di spettacolo senza tirar fiato l'emozione c'è stata, rimarcata dagli insistiti applausi. Ciao ragazzi, ciao Lucio.
Franco Colombo

Il Messaggero, Mercoledì 1 Maggio 2002
“Emozioni”, collage di vita e musica nel segno dei giovani di Lucio Battisti
Roma - E' andato in scena ieri sera a Roma con il prevedibile corredo di pubblico, sensazioni e compartecipazione. Ha portato al Sistina, teatro intimidente per portata e tradizione, la freschezza di un gruppo di giovani ai quali - patenti televisive ed eccentricità a parte - questo spettacolo sta bene addosso, come un vestito giusto. Si tratta di Emozioni, che aveva debuttato l'estate scorsa in Versilia, con lo sfondo di un mare furioso e fra i pini, sferzati dal vento, della villa detta "La Versiliana", luogo di celebri amori dannunziani. Emozioni, che da allora ad oggi si è rodato in molte piazze, contiene ventotto successi di Lucio Battisti (una sicurezza) tenuti insieme e motivati da una storia di ragazzi e ragazze alla soglie dell'inevitabile maturità, fors'anche incapaci di entrarvi senza provare rimpianti. Un intreccio semplice, fra novela e libretto da operetta moderna, con la classica tessitura pronuba di sentimenti, nonché abile ruffiana d'atmosfere. Eduardo Tartaglia, per la regia di Sergio Japino, ha scritto la trama-pretesto riunendo in una casa con giardino, alla vigilia del matrimonio di Luca con Sonia, una banda di amici abituati, ormai da anni, ad incontrarsi in quello stesso luogo. Le emozioni del titolo sono il frutto di scambi più o meno profondi fra chi si è amato e poi lasciato; fra chi gode di una fama usurpata ed è costretto a scoprirsi; fra chi ci ripensa e torna sui propri passi; fra chi fugge sistematicamente oppure arriva all'improvviso. Il produttore, Alessandro Giglio, sapeva bene a quale prodotto puntare. Ha chiesto le basi musicali (con gli arrangiamenti delle canzoni di Battisti) al Cet, la scuola dove Mogol, il poeta che ha regalato parole immortali alle ballate luciane, sforna bei materiali per il mondo dello spettacolo. Quindi, sull'onda del gradimento da ottenere a tutti i costi, in tempi di smagata attenzione popolare, il cast degli attori, che non fa a meno di primedonne da largo ascolto (Ambra Angiolini e Sabrina Salerno) affiancate da Vadimir Luxuria e da interpreti più "quieti", quali Mirco Petrini, Lino Pannofino, Francesco Capriglione, Aldo Bergamaschi, Clotilde Sabatino, Vincenzo Vitale, Cristian Panico, Stefano Zarfati, Alessandra Drusian, Danila Stateri, Helen Tesfarghi. Tutti dotati di buona voce, ben allenati a traslocare da una battuta del copione alla relativa canzone. Basti pensare, per capire il meccanismo che muove la rappresentazione, a certi vecchi film interpretati da cantanti cari alle masse (Gianni Morandi, Adriano Celentano, Rita Pavone, ecc...): situazioni semplici, quasi domestiche, reminiscenze liceali, amori e disamori, arrabbiature, colpi di scena. Il tutto condito dall'addio giovinezza che strappa la lacrimuccia e solletica la catartica nostalgia. Ecco allora crearsi, una dopo l'altra, una dentro l'altra, le condizioni per riproporre Acqua azzurra, acqua chiara, Mi ritorni in mente, Un'avventura, Una donna per amico, Aver paura d'innamorarsi troppo, Fiori rosa, fiori di pesco, Il tempo di morire, Anche per te, solo per citare alcuni dei mai dimenticati titoli del cantautore di Poggio Bustone. Manca proprio Emozioni. O meglio, al motivo principe viene riservato un accenno corale che non priva degli attesi brividi il pubblico, ma, al tempo stesso, evita alla musica e ai versi una eccessiva banalizzazione. In definitiva, questo musical ispirato non alla vita, ma all'opera di un musicista schivo e miliare quale Battisti è stato, nell'Italia dei figli dei fiori e del piombo terrorista, ha una sua spuria, disinibita plausibilità. Ridà sostanzialmente corpo ad avventure romantiche del passato prossimo i cui connotati e sintomi - impossibile negarlo - tornano a circolare fra giovani e meno giovani ad inizio terzo Millennio. La prematura scomparsa del mitico Lucio aggiunge valenza di omaggio all'operazione.
Rita Sala