Il Tempo, Sabato 12 Gennaio 2002
Protagonista in "Prima pagina" con Pietro Longhi.
Castelnuovo giornalista perfetto.
Nel braccio della morte di una imprecisata cittadina americana un condannato a morte attende, con comprensibile ansia, un'esecuzione tenacemente difesa dallo sceriffo del luogo, a cui l'impiccagione di un anarchico, poco importa se innocente, giova per intricati traffici elettorali che consegneranno a lui e ai suoi accoliti il potere della cittą. E intanto nella sala stampa del tribunale il diritto di cronaca mostra la sua faccia ammaccata di indifferenza e di sfacciata inventiva attraverso un piccolo drappello di addetti ai lavori che, tra interminabili partite a carte e pezzi dettati al giornale nel trionfo della pił lussureggiante fantasia, passivamente attendono l'evolversi degli eventi in un'atmosfera mista di noia e di cinismo. Su cui l'autentico colpo di fulmine si abbate con la decisione dell'unico giornalista di razza di abbandonare una carriera che ha mandato all'aria il suo precedente matrimonio per dedicarsi a una pił tranquilla normalitą di affetti familiari insieme a una nuova deliziosa fidanzata ferocemente ostile alle regolatezze della sua vita di cronista. Questa la situazione iniziale di Prima Pagina di Ben Hectht e Charles Mac Arthur. Una commedia scoppiettante di situazioni imprevedibili e di comicitą corrosiva, pił volte ripresa dal grande schermo e legata indissolubilmente nella sua ultima versione cinematografica, firmata da Billy Wilder, a due interpreti di razza come Jack Lemmon e Walter Matthau. Ma anche una commedia difficile e impegnativa, diretta nell'attuale allestimento da Silvio Giordani. Il vorticoso evolversi, pieno di colpi di scena, tra cui non manca l'echeggiare di qualche colpo di pistola e la concessione di una grazia invano occultata fino all'ultimo momento, si affida alla sostanza di una satira amara pił che alla brillantezza di battute fulminanti. E che, nell'interpretazione di Pietro Longhi e Nino Castelnuovo, che sono rispettivamente il giornalista sempre sul filo della partenza e in realtą incapace di resistere alla passione del suo mestiere e il suo astutissimo capo, pronto a ricorrere ai colpi pił bassi per non privarsi dell'innato talento di lui, mostra la luciditą frizzante di un braccio di ferro punteggiato di scontri e diffidenze reciproche ma anche di solidale luciditą professionale di fronte alla possibilitą di smascherare imbrogli e corruzione. Restituendo al tempo stesso con incisivitą di polso equilibrato e chiaro e con la collaborazione di un cast complessivamente puntuale e ben affiatato, la realistica visione di una stampa meschina e commovente e di un politico marciume che non esita a sacrificare la vita di un uomo alla sua sete di potere.
Antonella Melilli