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Legami di sangue - Vento di passioni
Liolà è una delle commedie più amate da Pirandello che parlandone in
una lettera al figlio Stefano affermava "E', dopo Il fu Mattia Pascal,
la cosa mia a cui tengo di più: forse la più fresca e viva... il protagonista
è un contadino poeta, ebbro di sole, e tutta la commedia è piena di
canti e sole. E' così gioconda che non pare opera mia." Pirandello amava
questa commedia al punto di soffrire perché il pubblico non poteva seguirla
nel dialetto siciliano in tutte le sue sfaccettature, e decise dunque
di "tradurla" in lingua italiana. Don Simone, anziano e ricco contadino,
impreca contro la moglie Mita, che non gli da l'erede. La sua virilità
è in gioco, soprattutto di fronte alla sfrontatezza di Liolà, scanzonato
e allegro padre di tre figli nati da diverse donne. Anche Tuzza, nipote
di Simone, aspetta un figlio da Liolà: invidiosa della ricchezza di
Mita, Tuzza rifiuta la proposta riparatrice di Liolà e convince lo zio
a dichiararsi padre del nascituro. Scacciata di casa, Mita si vendica
del marito, ottiene l'agognata maternità da Liolà, e si fa riaccettare
in casa da Zio Simone ben felice di avere finalmente un erede. Nel ruolo
che fu di Turi Ferro, Gigi Proietti, Domenico Modugno e Massimo Panieri
vedremo Franco Castellano, ottimo attore teatrale, che ha raggiunto
la notorietà grazie alle fiction TV "Commesse" e "Perlasca, un eroe
italiano".
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