Lo
spettacolo, secondo gli accordi presi con gli eredi dell'autore, si
ispira fedelmente al testo e alle immagini del famoso libro, best-seller
(dalla sua apparizione nel 1943) della letteratura per ragazzi, o
meglio, della letteratura per quegli adulti che un giorno furono ragazzi,
per parafrasare le celebri parole del suo autore. La grande metafora
del bambino che si presenta misteriosamente a un pilota in avaria
col suo aereo nel Sahara e che, dopo una storia di amicizia con quello
strano adulto, scompare "lassù" altrettanto misteriosamente, è nota
a tutti. Lo spettacolo che vi proponiamo è stato messo in scena per
la regia di Italo Dall'Orto, che ha curato anche la riduzione del
testo e ne interpreta la parte del pilota; la parte del piccolo protagonista
è affidata a turno a bambini pieni di talento, che restituiscono al
pubblico tutta l'ingenuità e il disincanto della creatura letteraria.
Da sottolineare che Irene Grandi, la notissima giovane pop-star, ha
voluto cantare e registrare la "Canzone della Rosa", che viene danzata
sul palcoscenico da una ballerina, che interpreta anche la parte del
Serpente: unica licenza coreografica rispetto agli altri personaggi
a cui sono affidate le parole del testo: come la Volpe, interpretata
da Erika Giansanti. Le immagini scenografiche di Armando Mannini,
i costumi di Elena Mannini, le musiche di Gionni Dall'Orto, il disegno
delle luci e le proiezioni, riproducono nella scatola magica del palcoscenico
le suggestioni del racconto.