A.T.A. Teatro
presenta



QUEL CHE VIDE... IL MAGGIORDOMO
di Joe Orton

con
CARLO ALIGHIERO
FIORENZA MARCHEGIANI
MICO CUNDARI

e con
Milena Miconi
Mimmo La Rana
Luca Negroni

regia di

Carlo Alighiero


"Quello che vide il maggiordomo" è una commedia di una comicità irresistibile, con un intreccio imprevedibile, personaggi che sono la presa in giro di se stessi, spogliarelli, travestimenti, intrighi… impossibili da sintetizzare. Un dialogo tanto assurdamente paradossale e di una tale comicità senza un momento… ma quello che è importante è quello che c'è dietro e dentro questa commedia. Esiste una satira talvolta feroce nella sua comicità, delle esasperazioni del mondo della psicoanalisi in particolare e una sfida in genere alla società e alla sua falsa moralità ipocrita e ingannevole. Un dialogo che ha tutto il sapore di Oscar Wilde. La sferzante satira di Bernard Shaw, la suprema meccanica della "pochade" di George Feydeau: questi gli elementi essenziali della commedia di Joe Orton, morto nel 1967 e giudicato oggi uno dei maggiori umoristi contemporanei. "Quello che vide il maggiordomo" è una commedia di una comicità irresistibile, con un intreccio imprevedibile, battute incredibili, personaggi che sono la presa in giro di se stessi, spogliarelli, travestimenti, intrighi… impossibili da sintetizzare. In una clinica psichiatrica diretta dal dottor Prentice e la sua bella moglie si presenta una giovane ragazza per proporsi al posto di segretaria…. Questo l'inizio da cui parte Orton costruendo e intessendo una storia complicatissima, un succedersi di situazioni una più straordinaria dell'altra, un dialogo tanto assurdamente paradossale e di una tale comicità senza un momento di sosta che ti afferra e non ti lascia più neppure per un momento. Tentare di raccontare le varie scene dei due tempi è impossibile… ma quello che è importante è quello che c'è dietro e dentro questa commedia. Esiste una satira talvolta feroce nella sua comicità, delle esasperazioni del mondo della psicoanalisi in particolare e una sfida in genere alla società e alla moralità falsa, ipocrita, ingannevole di questa. Ogni battuta è un attacco, ogni trovata una frecciata, ogni frase uno scoprire i nostri istinti più segreti. Il suo scetticismo sull'umanità in genere, si risolve per il pubblico in una espressione di fine umorismo. Ma il contenuto è molto più profondo… la sua è una critica a un mondo pervaso dalla violenza, dal sesso e dal denaro sotto la maschera dell'ordine e della legalità. Una commedia che appare in superficie acrobaticamente, anarchica "clownistica" i cui paradossi uguagliano quelli del maestro Oscar Wilde ma che raggiunge attraverso una perfezione scenica la drammaticità della stessa esistenza dell'autore ucciso a trentaquattro anni dal suo compagno di vita. "Quello che vide il maggiordomo" venne rappresentata solo dopo la morte di Orton e con grande successo nel 1975 al Royal Theatre di Londra. Ma dopo aver goduto la sua commedia apprezzandone la satira non possiamo fare a meno di riflettere sulle ragioni dell'umorismo di Orton e di guardarci nello specchio. L'immagine che vedremo sarà come quella che ci rimandano quegli specchi concavi e deformati per cui i nostri volti appaiono alterati, svisati, ridicoli quasi mostruosi ma nei quali dobbiamo inesorabilmente riconoscere noi stessi.