"Quello
che vide il maggiordomo" è una commedia di una comicità irresistibile,
con un intreccio imprevedibile, personaggi che sono la presa in giro
di se stessi, spogliarelli, travestimenti, intrighi… impossibili da
sintetizzare. Un dialogo tanto assurdamente paradossale e di una tale
comicità senza un momento… ma quello che è importante è quello che
c'è dietro e dentro questa commedia. Esiste una satira talvolta feroce
nella sua comicità, delle esasperazioni del mondo della psicoanalisi
in particolare e una sfida in genere alla società e alla sua falsa
moralità ipocrita e ingannevole. Un dialogo che ha tutto il sapore
di Oscar Wilde. La sferzante satira di Bernard Shaw, la suprema meccanica
della "pochade" di George Feydeau: questi gli elementi essenziali
della commedia di Joe Orton, morto nel 1967 e giudicato oggi uno dei
maggiori umoristi contemporanei. "Quello che vide il maggiordomo"
è una commedia di una comicità irresistibile, con un intreccio imprevedibile,
battute incredibili, personaggi che sono la presa in giro di se stessi,
spogliarelli, travestimenti, intrighi… impossibili da sintetizzare.
In una clinica psichiatrica diretta dal dottor Prentice e la sua bella
moglie si presenta una giovane ragazza per proporsi al posto di segretaria….
Questo l'inizio da cui parte Orton costruendo e intessendo una storia
complicatissima, un succedersi di situazioni una più straordinaria
dell'altra, un dialogo tanto assurdamente paradossale e di una tale
comicità senza un momento di sosta che ti afferra e non ti lascia
più neppure per un momento. Tentare di raccontare le varie scene dei
due tempi è impossibile… ma quello che è importante è quello che c'è
dietro e dentro questa commedia. Esiste una satira talvolta feroce
nella sua comicità, delle esasperazioni del mondo della psicoanalisi
in particolare e una sfida in genere alla società e alla moralità
falsa, ipocrita, ingannevole di questa. Ogni battuta è un attacco,
ogni trovata una frecciata, ogni frase uno scoprire i nostri istinti
più segreti. Il suo scetticismo sull'umanità in genere, si risolve
per il pubblico in una espressione di fine umorismo. Ma il contenuto
è molto più profondo… la sua è una critica a un mondo pervaso dalla
violenza, dal sesso e dal denaro sotto la maschera dell'ordine e della
legalità. Una commedia che appare in superficie acrobaticamente, anarchica
"clownistica" i cui paradossi uguagliano quelli del maestro Oscar
Wilde ma che raggiunge attraverso una perfezione scenica la drammaticità
della stessa esistenza dell'autore ucciso a trentaquattro anni dal
suo compagno di vita. "Quello che vide il maggiordomo" venne rappresentata
solo dopo la morte di Orton e con grande successo nel 1975 al Royal
Theatre di Londra. Ma dopo aver goduto la sua commedia apprezzandone
la satira non possiamo fare a meno di riflettere sulle ragioni dell'umorismo
di Orton e di guardarci nello specchio. L'immagine che vedremo sarà
come quella che ci rimandano quegli specchi concavi e deformati per
cui i nostri volti appaiono alterati, svisati, ridicoli quasi mostruosi
ma nei quali dobbiamo inesorabilmente riconoscere noi stessi.