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Le correttezze umane e le buone maniere possono trasformarsi in assurde
complicazioni se codificate e tramandate per iscritto attraverso i secoli.
Il monologo II Galateo ne estrae tutte le amenità iniziando dalla lettura
di Monsignor della Casa per giungere ai Galatei moderni del nostro secolo.
Alcuni dei brani più caratteristici di questi deliziosi trattati danno
origine a personaggi nati dalla fantasia, che si muovono e si atteggiano
seguendo rigidi canoni per apparire nella loro follia estremamente attuali:
ironizzando sul garbo e la gentilezza si scoprono mentalità che restano
inalterate nel tempo. Il Galateo si conclude con la lettura di una novella
toscana delle montagne pistoiesi, Meo e la Mea, tramandata in un linguaggio
antico ormai dimenticato, che non risponde decisamente alle regole del
comportamento corretto ma che affascina proprio per la sua scorrettezza.
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