Compagnia Lavia
Teatro Stabile di Genova
presentano

LA STORIA IMMORTALE
liberamente ispirata a un racconto
di Karen Blixen

con
CARLO CECCHI
GABRIELE LAVIA
RAFFAELLA AZIM

regia
Gabriele Lavia

scene e costumi Paolo Tommasi


Catturato dalle maglie rapaci del suo ego, il signor Clay, "un commerciante di tè straordinariamente ricco", fa coincidere la sua esistenza col guadagno. Non c'è per lui nessun altro al mondo, oltre la sfera dei suoi affari e del suo spietato potere di grosso commerciante. Quello che si lascia dietro non è una "storia" di vita, ma cifre. I numeri delle sue transazioni commerciali. Ormai vecchio e costretto dalla gotta all'immobilità, non trova altro modo, per passare le sue notti insonni, che pregare un suo commesso perché gli legga e gli rilegga tutti i suoi "libri contabili". Di registro in registro, la monotona lettura del commesso narra al signor Clay la storia dei suoi trionfi commerciali. Storie di numeri, di cifre che il commerciante si è lasciato dietro come la sua sola tangibile forma di esistenza. Ma un giorno i registri finiscono. E non c'è più nulla da leggere. E' la svolta decisiva. Il signor Clay sa che qualcos'altro da leggere c'è. Sa che "la gente può riferire cose accadute fuori dai libri contabili" e sa che tali racconti si chiamano "storie". Egli, in gioventù, ha addirittura sentito raccontarne una da un marinaio che "riferiva cose che erano accadute a lui stesso". Una storia autobiografica, dunque, non fatta di cifre, ma di fatti. E visto che Clay se la ricorda, invertiti i ruoli, il commerciante decide di narrarla, a sua volta, al commesso. Raccontava, appunto, il marinaio come gli fosse capitato di essere fermato da un ricco signore durante una breve sosta nel porto di una grande città dell'oriente. Il signore, lo aveva condotto nella sua casa sontuosa, lo aveva rifocillato e gli aveva chiesto di passare la notte con la sua giovane, bellissima moglie poiché lui, ormai impotente, non potendo avere figli ne voleva uno a cui lasciare in eredità la sua immensa fortuna. Il marinaio aveva fatto quel che doveva fare, aveva intascato le cinque ghinee e all'alba era tornato sulla sua nave che ripartiva per altri lidi. Il commesso, però, dichiara sorprendentemente di conoscere già la storia e che quella storia non è mai accaduta e non accadrà mai. Tutti i marinai la raccontano, tutti i marinai sanno che è falsa, tutti i marinai fingono di crederci. A questo punto il signor Clay decide di farla accadere davvero, tra uomini veri. Ma potrà davvero farla accadere? Può accadere una storia partendo dalla fine? Può esistere una storia prima di una vita? Può esistere una vita senza storia? Possono esistere due storie uguali? Karen Blixen ci porta attraverso la sua strategia della narrazione per voci successive all'interno di un universo umano, fatto di dolori, passioni, solitudini e speranze ponendo le domande: "Che cos'è un uomo?" E rispondendo: "Un uomo è il racconto della sua storia".
Gabriele Lavia