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Un commedia brillante ricca
di colpi di scena e di simpatica malizia: colpita da improvvisa amnesia,
la bella Luisa non solo non riconosce più il marito Paolo ma, domandandosi
chi sia quello "sconosciuto", vorrebbe sbatterlo fuori di casa. Sconvolto,
l'uomo chiama per un consulto lo specialista professor Alberto Spinelli
ma Luisa, conosciuto il medico, gli si rivolge con modi e parole affettuose,
convinta che costui sia il proprio consorte. Per assecondare l'ammalata,
i due uomini, di comune accordo, si scambiano i ruoli (e ovviamente
i nomi) innescando così un'esilarante girandola di equivoci, con Luisa
sempre più dolce e innamorata di Alberto e sempre più acida e sprezzante
nei confronti di Paolo. Costui, frastornato e inebetito, deve anche
subire gli assalti di Clotilde, zia di Luisa, che, arrivata all'improvviso
dall'Inghilterra dove da anni si è trasferita, lo considera il fidanzato
ideale per la propria figlia Evelina. Durante una nottata ricca di fraintendimenti,
Luisa, dopo un appassionante scambio di battute con il "falso" marito,
si ritira in carnea da letto e chiama a gran voce Paolo: ma quale dei
due uomini dovrà raggiungerla nel talamo nuziale? La mattina seguente,
complice una non troppo ingenua dattilografa Spinelli crede di aver
trovalo la spiegazione "scientifica" aIl'amnesia di Luisa ma un colpo
di scena lo spiazza lasciandolo senza parole ma con molti rimpianti.
"Brutto segno quando in una cultura comincia ad affievolirsi l'umorismo!
Significa che gli individui si accingono a rinunciare alla propria libertà"
scriveva Aldo De Benedetti, maestro nell'arte di suscitare il riso e
il sorriso con le sue commedie, ricche di sfumature amare e disincantate
e lontane da una comicità aggressiva e viscerale. Con uno stile secco
e pungente, De Benedetti analizza e porta alla ribalta la crisi della
borghesia, spesso partendo da una coppia "felicemente sposata", dove
i rapporti sembrano all'apparenza perfetti ma in realtà sono già svuotati
e impigriti nei sentimenti e nelle passioni. Esempio classico è proprio
"Non ti conosco più" scritta nel 1932 e messa in scena quello stesso
anno dalla Merlini-Cimara-Tofano. Già nel '34 Nunzio Malasomma firmava
una prima versione cinematografica della commedia, fu poi messa in scena
nel 1977 da Renato Rascel e Giuditta Saltarini ed è del 1980 l'esilarante
remake che vede protagonisti della pellicola Gigi Proietti, Johnny Dorelli,
Monica Vitti e Franca Valeri per la regia di Sergio Corbucci.
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