Compagnia Teatrale Il Triangolo Scaleno
Il Globetto
presentano



ORLANDO FURIOSO
di Ludovico Ariosto

con
MICHELE BARONIO, DARIO BIANCONE, FIORA
BLASI, ROMINA BUFANO, RICCARDO DE FILIPPIS
,
MAURIZIO FORMICONI, GIANMARCO LO FORTE,
ROBERTA NICOLAI, LAURA RICCIOLI,

ENEA TOMEI
FRANCESCO ZECCA



regia
Roberta Nicolai

scene e costumi Andrea Grassi
effetti sonori Michele Baronio
disegno luci Stefano Lattavo


Di me e dell'Orlando
Ho cominciato a lavorare in compagnia, una delle tante cantine, alla fine degli anni '70; avevo 16 anni. Il teatro lì era diverso da quello che avevo già fatto a scuola: potevo esprimere pulsioni intime, malesseri, dolore e questo era potente. Il lavoro è stato, è ancora oggi e sarà sempre il mio primo "maestro" Alla fine degli anni '80 ho conseguito il diploma di formazione professionale per attore frequentando la Scuola Internazionale di Teatro. Quindi ho seguito un corso di perfezionamento presso l'Accademia Silvio d'Amico (San Miniato) e poi ancora il corso sull'Attore consapevole (Giovanni Lombardo Radice). La Scuola è così il mio secondo "maestro". È lì che ho scoperto il corpo, il mio e quello dell'attore in genere. La possibilità di esprimere, di raccontare con il movimento senza danzare, ho capito che il movimento ha tanti colori, che nella vita ogni parte del nostro corpo è attiva e ho cominciato a cercare la stessa cosa sulla scena, sia quando interpretavo che quando inventavo uno spettacolo. Ed è lì che ho scoperto anche la forza di tanti corpi che si muovono con la stessa qualità, con partiture e forme diverse ma descrivendo lo stesso scenario, raccontando la stessa storia. E ho cominciato a lavorare per creare una compagnia che potesse realizzare questo. Dopo la scuola ho cominciato ad insegnare recitazione. Insegnando, giorno dopo giorno, sei costretto a decodificare i tuoi percorsi, a suddividere in gradi il processo che va da "ora" al risultato che vuoi. L'insegnamento è senz'altro il mio terzo "maestro". Mi è chiaro oggi che "l'insegnamento mi ha insegnato" che puoi chiedere all'attore un compito alla volta, puoi inventare esercizi che lo portino a fare quello che vuoi, puoi "allevare" con lui il suo personaggio. Dal '90 in poi è venuta l'epoca dei tanti maestri. Ho frequentato laboratori di Nikolaj Karpov, Alan Woodhouse, Irina Promptova, Ugo Chiti, Natalia Svereva, Hal Yamanouchi, Shona Morris, Natalia Orekova, Gabriele Vacis, Eugenio Allegri, Francois Kanh, Ferruccio Merisi. I maestri sono il mio quarto "maestro" Nessuno di loro fa il teatro che cerco ma da ognuno di loro ho imparato qualcosa: il rigore, la disciplina, la scientificità del nostro lavoro dai russi; la tradizione, l'estro, la familiarità dei codici dagli italiani; la forza, l'essenzialità, la nettezza dagli inglesi; la leggerezza, la respirazione alta dai francesi. Tutto questo negli ultimi anni l'ho combinato, sezionato, sperimentato; molte cose sento di averle oltrepassate, altre le sto ancora cercando. E ora è arrivato l'Orlando furioso. Una grande metafora dell'esistenza, inafferrabile, meravigliosa, drammatica, buffa, imprevedibile. Un unico palcoscenico si trsforma in tanti scenari diversi raccontando la vita di eroi e donne incantevoli, di guerrieri e combattimenti, di maghi, palazzi incantati e cavalli volanti. Undici attori, tante storie e la ricerca del senso dell'esistenza come unico filo rosso che le collega tutte. Uno spettacolo che diviene tnti spettacoli, che passa dalla commedia alla tragedia, dal surreale al dramma classico e mescola e difende gli infiniti punti di vista degli uomini, nel rispetto del testo di Ariosto che, attraverso il ritmo costante delle ottave, non finisce mai di sorprenderci, svoltando bruscamente, sovrapponendo piani contrastanti e giocando con la vita come fa chiunque la viva sul serio. Una folla di cercatori: Orlando, Ruggiero, Bradamante, Angelica, Rodomonte, Olimpia... che cercano se stessi e l'oggetto del loro amore per valli, fiumi, castelli, mari, villaggi attraversati dalla guerra. Due eserciti nemici: cristiani e saraceni, i bianchi e i neri di una grande partita a scacchi che si gioca sulla scacchiera del mondo. Questo è il nostro Orlando furioso L'ho amato e studiato tanto e poi ho diviso rigidamente il lavoro con gli attori in tre fasi: in un primo laboratorio ho lavorato con gli attori sullo spazio associando le diverse traiettorie possibili (parallele, diagonali, angoli...) agli elementi (terra, acqua..) e segnalando la corrispondenza di queste traiettorie al comportamento di uno scacco (torre=parallele, alfiere=diagonali etc..). Questa prima fase di lavoro (marzo 2001) ha fornito una griglia di spostamenti e ha fatto sì che gli attori assumessero la qualità di base che volevo per ciascun personaggio. Nel secondo laboratorio (luglio 2001) ho lavorato con gli attori sull'Orlando furioso, mettendo da parte per il momento la griglia e gli scacchi, e lavorando solo sulle intuizioni e i personaggi per far loro comprendere la chiave dell'intero spettacolo: mescolare tanti spettacoli in un solo spettacolo, come già aveva fatto Ariosto moltiplicando i punti di vista attraverso le storie dei suoi personaggi. Nella terza fase (agosto-novembre 2001) ho lavorato per mettere insieme le due cose: da una parte una partitura fisica rigida, obbligata, sia a livello spaziale che gestuale, dall'altra le molteplici situazioni che volevo interpretare secondo stili teatrali diversi. Il risultato di oggi è questo spettacolo. Il teatro che voglio lo cerco giorno dopo giorno.
Roberta Nicolai

Sequenza delle scene
Proemio. Astolfo, che nello spettacolo si fa portavoce di Ariosto stesso diventando regista dell'azione scenica, banditore e showman, dà il via d'inizio.
La fuga di Angelica. Con l'esplodere della battaglia tra i bianchi e i neri, Angelica fugge e coloro che l'amano la cercano: Rinaldo, Ferraù, Sacripante.
Bradamante cerca Ruggiero. Bradamante s'impadronisce dell'anello magico e arriva al castello del mago Atlante, dove lo vince liberando il suo amato.
Ruggiero nell'isola di Alcina. Atlante ordina all'ippogrifo di rapire nuovamente Ruggiero il quale, dopo un lungo viaggio, approda all'isola della perfida maga Alcina. Qui incontra Astolfo trasformato dalla maga in un contorto mirto parlante che mette in guardia Ruggiero contro l'ingannevole bellezza della maga. Ma quando Ruggiero incontra Alcina non ricorda una parola e se ne innamora. Grazie all'anello magico che Bradamante fa pervenire a Ruggiero, egli può vedere la maga come realmente è e liberarsi dall'incantesimo.
L'assedio di Parigi e l'incubo di Orlando. Mentre Parigi rischia di cadere in mano ai suoi nemici, Orlando trascorre una notte inquieta tormentato dai pensieri su Angelica. La immagina sola, in balìa degli eventi, privata della sua protezione rispettosa e tutto questo lo tormenta al punto di costringerlo a gettare i vestiti bianchi da cristiano, a mettersi una divisa nera presa ad un nemico saraceno e a partire alla ricerca dell'amata.
Viaggio di Orlando. Olimpia. Partito per ritrovare angelica, Orlando incontra Olimpia inseguita dal crudele Cimosco, armato di un ordigno di sua invenzione: l'archibugio. Orlando riesce comunque a batterlo in duello permettendo ad Olimpia di riabbracciare il suo amante Bireno. Ma Bireno, già innamorato di un'altra, abbandona Olimpia su uno scoglio in mezzo al mare.
L'isola di Ebuda. Olimpia e Angelica vengono fatte prigioniere per essere date in pasto all'orca, mostro marino che si ciba di carne di fanciulle. Qui arrivano Ruggiero e Orlando a liberarle combattendo contro l'orca, ma per una strana combinazione del tempo e del caso, Orlando libera Olimpia e Ruggiero Angelica. Non appena Orlando ha ucciso l'orca, un piccolo esercito irlandese arriva sulla spiaggia. È guidato dal re Oberto, vecchio compagno d'armi di Orlando, che vede Olimpia, se ne innamora all'istante e la porta via con sé.
Il campo saraceno. Doralice e Mandricardo. Intanto nell'esercito saraceno arriva il feroce Mandricardo. Egli si ritiene unico legittimo possessore della spada Durlindana e cerca furiosamente Orlando per recuperarla. Mandricardo incontra un drappello spagnolo: è il seguito della figlia del re di Granata, Doralice, che viene condotta in sposa al terribile Rodomonte. Mandricardo e Doralice si innamorano e se ne vanno insieme.
Cloridano e Medoro. Storia d'amore tra Angelica e Medoro. L'esercito saraceno, privato del suo campione Mandricardo, subisce una terribile sconfitta. Cade sul campo un capitano: Dardanello. due dei suoi soldati, Cloridano e Medoro, durante la notte, sfidano l'esercito nemico cercando di recuperarne il corpo. Vengono sorpresi dai nemici e cadono sotto i loro colpi. Cloridano muore, Medoro viene soccorso da Angelica che con le sue arti magiche lo cura e curandolo se ne innamora. Medoro ricambia il suo amore e si sposano.
Orlando e la storia di Isabella e Zerbino. Orlando, cercando Angelica, incontra Isabella che è tenuta prigioniera e soffre d'amore per Zerbino, figlio del re di Scozia, del quale da mesi non ha più alcuna notizia. Nell'istante stesso arriva un gruppo di masnadieri che conducono un condannato a morte per ordine del conte Anselmo d'Altariva. Orlando uccide tutti e libera il condannato che altri non è che Zerbino! Isabella può finalmente riabbracciarlo.
Mandricardo e Orlando. Mandricardo sfida a duello Orlando ma viene battuto.
Follia di Orlando. Rimasto nel bosco dopo il duello, Orlando scopre per caso le iscrizioni che Angelica e Medoro hanno intagliato sugli alberi durante i loro incontri d'amore. Cerca di giustificare in ogni modo quello che vede prima di accettare l'atroce realtà e abbandonarsi alla devastazione della follia.
Morte di Zerbino. I due innamorati trovano abbandonata nel bosco Durlindana; ma arriva anche Mandricardo che, potendo impossessarsi finalmente della spada così a lungo cercata e desiderata, non indugia ad uccidere Zerbino.
Rodomonte e la morte di Isabella. A dare una svolta fondamentale alla guerra a vantaggio dei saraceni, ecco il superbo Rodomonte. Ma anche Rodomonte, prima di gettarsi nel vivo della guerra, deve risolvere i suoi problemi di cuore: Doralice, la sua promessa sposa, ora sembra avere tutte le intenzioni di rimanere accanto al nuovo amante, Mandricardo e a Rodomonte non resta che prendersela con tutto il genere femminile. Reduce da uno scontro con gli altri eroi neri (la discordia dei saraceni), Rodomonte incontra Isabella, inconsolabile dopo la morte di Zerbino, e la desidera. Ma Isabella, con l'inganno, si fa uccidere.
L'incontro di Orlando e Angelica. Orlando si imbatte in Angelica, ma la follia lo ha reso più simile ad animale che ad uomo e i due non si riconoscono. Angelica fugge, insieme a Medoro, per l'ultima volta e sparisce dal poema.
Astolfo sulla luna. San Giovanni comunica ad Astolfo che a lui è destinato il compito di andare sulla luna a recuperare il senno di Orlando. È lì infatti che si raduna tutto ciò che si perde sulla terra.
Sfida tra Ruggiero e Bradamante. Finalmente Bradamante e Ruggiero si ritrovano, ma lei è talmente indignata con lui per essersi perso senza più dare notizie che lo costringe a battersi in duello e a riconquistarla con la forza.
Duello tra Rinaldo e Ruggiero. Per risolvere le sorti della guerra, ormai troppo lunga e dolorosa, si decide di mettere in campo l'eroe più valido dello schieramento: Rinaldo per i cristiani e Ruggiero per i saraceni. Ma in veloce succedersi di avvenimenti, i saraceni tradiscono l'accordo e Orlando, che intanto ha recuperato la ragione, sferra l'attacco finale e i cristiani possono proclamare: vittoria!