Anna Maria Lezzi e Alessandro Giglio
presenta


LA SIGNORINA JULIE
di August Strindberg
traduzione Salvo Bitonti

con
MITA MEDICI

e con
Fabrizio Croci, Stefania Spugnini

regia
Salvo Bitonti

musiche a cura di Dario Arcidiacono
scene Salvo Bitonti
costumi Gianni Serra


La "Signorina Julie", scritta nel 1888 da Strindberg, è il testo dove maggiormente si evidenzia il tema della lotta di classe e tra i sessi, tipici della drammaturgia dell'autore svedese. L'opera provocò uno scandalo clamoroso nella società puritana e conformista dell'epoca. La vicenda trae spunto da un fatto di cronaca; la contessina Julie, reduce da un fidanzamento fallito, si unisce al ballo festoso della servitù nella notte di San Giovanni e cerca di irretire Jean, un affascinante ma equivoco cameriere. Per Jean seguire i desideri di lei può rappresentare l'accesso ad un mondo di ricchezza cui ha sempre aspirato. Più tardi la contessina, pentita, si dibatte tra propositi di fuga e di suicidio e vorrebbe, perlomeno, illudersi di essersi abbassata al livello di un servo per amore; ma al contrario Jean rinfaccia brutalmente alla donna il suo comportamento e vuole, anzi, ricavare un utile economico da quanto è accaduto. Timorosi di venire scoperti decidono di fuggire insieme, ma alle prime luci dell'alba Jean, con freddo impulso, uccide il canarino che Julie voleva portare con se, simbolo, forse, di aspirazione alla libertà e all'amore. L'improvviso ritorno del Conte riporta Jean ai propri doveri di servo e Julie, provata da questo impossibile rapporto, come in trance ipnotica, prega l'amante di volerle dare l'ordine di uccidersi. E Jean, con cinismo, esegue, mettendole un rasoio in mano. L'edizione presentata, che si avvale della regia di Salvo Bitonti, pone l'accento sugli aspetti onirici e psicanalitici del testo e si basa su un'inedita interpretazione di Mita Medici, attrice poliedrica particolarmente persuasiva nell'affascinante complesso ruolo di Julie. Lo spettacolo, che ha debuttato con grande successo nella passata stagione, è interpretato anche da Fabrizio Croci e da Stefania Spugnini.

Mita Medici è la Signorina Julie in uno scandaloso Strindberg
Debutta il 27 Gennaio al Teatro Domus di Finale Ligure la Signorina Julie di August Strindberg, con Mita Medici nel ruolo di Julie, Fabrizio Croci (Jean) e Stefania Spugnini (Kristin). L'edizione di questo controverso e scandaloso testo del grande autore nordico, si avvale della regia di Salvo Bitonti. tra i più affermati registi della nuova generazione, e pone l'accento non solo sugli aspetti onirici e psicanalitici della vicenda, ma anche sulla eterna lotta fra i sessi che vede contrapposti la affascinante ma ambigua confessina Julie, che persegue un amore vero ma impossibile, con l'equivoco servo Jean. Lotta di classe, erotismo con venature di sadismo, incomunicabilità fra amanti, sono elementi di questo testo tratto da un fatto di cronaca e scritto nel 1888 da Strindberg. I toni forti della vicenda provocarono uno scandalo enorme nella società dell'epoca. Mita Medici, artista poliedrica, affronta con un'interpretazione inedita questo ruolo, che è stato recitato in Francia anche da Fanny Ardant, mentre è attualmente impegnata in televisione nella soap opera Un posto al sote e nella fiction di Canale 5 Cento Vetrine. I costumi dello spettacolo sono realizzati dallo stilista romano Gianni Serra, che debutta come costumista teatrale. Lo spettacolo sarà poi in tournée in tutta Italia.