Anna Maria Lezzi e Alessandro Giglio
per la E.A.O. Production e Arsidea
in collaborazione con il Festival della Versiliana
presenta
no


EMOZIONI

commedia di prosa di Eduardo Tartaglia
musiche di Lucio Battisti
testi delle canzoni di Mogol
direzione musicale e arrangiamenti di Giuseppe Barbera

con
AMBRA ANGIOLINI
MIRKO PETRINI
SABRINA SALERNO
VLADIMIR LUXURIA

e con
Alessandra Drusian, Clotilde Sabatino,
Stefano Zarfati

con la partecipazione straordinaria di
Vladimir Luxuria

e con
Aldo Bergamaschi, Francesco Capriglione,
Dyana D'Ippolito, Roberto Gammino,
Christian Panico, Danila Stalteri,
Helen Tesfazghi, Vincenzo Vicale

regia

Sergio Japino


coreografie Claudio Rocco
costumi Graziella Pera
scene Laura Forlani e Andrea Bianchi


Due innamorati in imminenza di matrimonio, una "ex" poco rassegnata, un insistente corteggiatore della sposa, un misterioso "intruso" e il saggio amico del cuore, nonché testimone dello sposo. E poi ci sono gli amici che si rivedono dopo anni proprio in occasione di questo matrimonio: qualcuno, come spesso si dice, "è rimasto sempre lo stesso", qualcun altro mal dissimula i disagi per una vita non proprio soddisfacente, a qualcuno invece è andata meglio ed è appagato dalla serenità di una famiglia o di una promettente carriera lavorativa... Tutti comunque pronti a gioire ma anche a commuoversi per l'imminente matrimonio. A fare da sfondo ai personaggi c'è una vicenda semplice ed immediata, lieve quanto basta, con i suoi sviluppi e colpi di scena. Perché "Emozioni" è una storia d'amore. L'amore che attraversa continenti e generazioni, che esplode all'improvviso e rompe gli schemi, liberando i sentimenti.

Note di regia
Il giorno che precede il matrimonio di due ragazzi. Tanti gli amici invitati in quella villa che solo qualche anno prima li vedeva poco più che spensierati adolescenti. Ed ecco rincontrarsi ex fidanzati, "vecchie fiamme", compagni di scuola, amici d'infanzia…. Litigi, riappacificazioni, confessioni, sorprese: queste le tappe di un percorso di "emozioni", attraverso le quali i personaggi prenderanno coscienza del fatto che una fase della vita, forse, è già alle spalle. Ma un'altra li attende: piena d'incognite. E di speranze. Io credo che a tutti sia successo - perlomeno a me qualche volta è capitato - che in determinanti momenti della vita, in qualche particolare circostanza (in amore, in momenti difficili, ma non solo, anche in situazioni di felicità), è capitato, dicevo, di notare come i nostri sentimenti, i nostri stati d'animo, corrispondono perfettamente alle parole di una canzone. Ricordo una trasmissione televisiva in cui Massimo Troisi prendeva in giro Pino Daniele: diceva, più o meno scherzando che tutti i comuni mortali, quando soffrono per amore, soffrono e basta. I cantautori, invece, perlomeno ci fanno una canzone e hanno successo….! I Poeti (e, ciascuno nel suo specifico, sicuramente sia Battisti che Mogol possono essere definiti Poeti), hanno questo compito, o, se vogliamo, questo privilegio: individuare e dare voce ai sentimenti che, in fondo, appartengono a tutti noi.
Eduardo Tartaglia

L'emozione è la scossa che rende l'uomo vitale, sia che si rivolga in positivo sia in negativo. È l'energia che l'elettrone dell'anima sviluppa saltando tra le orbite generate dal palpito del cuore. Ogni storia semplice o complessa piccola o grande ha nell'emozione il suo punto cardinale, il motore. Ma l'uomo abituandosi al chiarore del sole, pretende sempre più luce, al punto tale da non rendersi più conto delle sfumature, delle ombre gentili, dello splendore del poco. Già perché quando incominci a riempire il tuo sacco, nulla è più sufficiente, nulla ti basta. Non c'è più misura se non l'atto di avere, di raccogliere, di riempire e così trasborda ogni cosa sommergendoci e offuscandoci la vista sull'orizzonte. Eppure, quella linea sottile che ogni mattina disegna i confini del mondo, è necessaria, vitale, morirebbe altrimenti la speranza, ma per vederla occorre pazienza, riconoscere le emozioni garbate, accennate appena dai colori pastello del cuore. È questa una storia soave dove la morbidezza si propone attraverso quelle emozioni che spesso non vogliamo riconoscere. Oggi di fronte le immagini che mi hanno visto artefice involontario di un'epoca straordinaria, ritrovo la delicatezza di una grande anima come quella di Lucio. Lo sguardo profondo e misterioso di un uomo così complesso da essere lontano ieri più di oggi. Non mi interessa il successo della sua musica, né il clamore della sua voce, ma il ricordo di un compagno di viaggio.
Cesare Monti Montalbetti