A.gi.di.
presenta


QUESTA SERA SI RECITA MOLIÈRE
nuovo delirio organizzato
dramma da ridere in 2 atti ideato da Paolo Rossi
con Maria Consagra e Carlo Giuseppe Gabardini
scritto da Paolo Rossi con Carlo Giuseppe Gabardini

con
PAOLO ROSSI
e la sua compagnia del Teatro di Rianimazione

regia
Paolo Rossi

scene di Sergio Tramonti
costumi di Elisabetta Gabbioneta
disegno luci di Aldo Solbiati
musiche di Emanuele Dell’Aquila


Nell’ultimo spettacolo, da tre anni in tournée nei teatri italiani, Paolo Rossi aveva trasformato Shakespeare e il suo Romeo & Juliet in un happening che ogni sera coinvolgeva il pubblico facendolo recitare sul palco. Ora è il tempo di Molière e, come Romeo & Juliet era figlio del precedente Rabelais così il nuovo spettacolo discende naturalmente dal Romeo & Juliet. La rappresentazione rimane happening ma il percorso inevitabilmente si arricchisce delle tappe già raggiunte e, se prima gli spettatori erano invitati sul palco ad interpretare tutti i ruoli di Romeo e Giulietta, questa volta verrà chiesto loro paradossalmente di recitare "la parte del pubblico". Con il nuovo spettacolo Paolo Rossi parte per un nuovo viaggio alla scoperta dei legami tra il racconto e la messa in scena, tra il testo tradizionale e i canovacci che lo hanno preceduto e generato, e forse anche tra la biografia di un attore-autore del ‘600 e la biografia di un attore-autore del 2000. Lo spettacolo ruota intorno alla farsa Il medico per forza senza disdegnare innesti presi da altre commedie e momenti di totale apertura al pubblico. Rossi, nel ruolo del dottor Sganarelli, visiterà Geronte, sua figlia Lucinda, un contadino e aiuterà il giovane Leandro ma suoi pazienti saranno anche gli spettatori ai quali verranno prescritte le miracolose cure del suo "Olio Sganarelli, l’unguento che si beve". In tutto questo la medicina diventa metafora del potere, medicina che infatti in Molière viene gestita da gretti, incompetenti, ipocriti, falsi medici che parlando un linguaggio incomprensibile riescono ad avere "carta bianca" sul popolo male informato. È uno spettacolo sui ciarlatani, in un momento storico in cui i ciarlatani la fanno da padroni. E proprio Molière, per la sua straordinaria verve comica, per la sua forza dissacratoria, per la sua capacità di trasformare il palcoscenico nello specchio dei vizi e delle virtù della comunità che il teatro rispecchia, si conferma ora più che mai attuale. Con Questa sera si recita Molière, Paolo Rossi si tuffa in un altro funambolico tentativo di fare un teatro aperto, popolare, recitato non al pubblico, ma con e per il pubblico. Un teatro che fonda le proprie ragioni nella tradizione ma che parla di oggi, perché quegli uomini e quelle donne, imparruccati, stretti negli abiti del ‘600, pieni di pizzi e merletti e cerone, non sono poi così lontani dagli spettatori che si incontrano tutti i giorni nei teatri. …E poi, consentitemi una precisazione confusa: a dirla tutta non lo so come sarà questo spettacolo, perché è in progressione, è un cantiere aperto, e forse lo resterà per le prime 1.000 repliche. Noi per ora proviamo con l’invisibile, che poi è il pubblico: non conosciamo ancora la combustione che avverrà una volta che rappresenteremo lo spettacolo con loro. La reazione del pubblico sarà fondamentale; nelle prime 15 repliche (e in verità anche in tutte le altre) il pubblico collaborerà alla stesura dello spettacolo. L’unica cosa che so è che qualche giorno prima dell’inizio delle prove ero in aereo e ho incontrato un francese che cercava di leggere un nostro quotidiano per districarsi nella nostra complicata situazione; sentendomi parlare con la hostess, il francese con estremo candore mi chiese: "Lei che è italiano, mi spieghi una cosa: Come è possibile che si sia arrivati a tutto questo?" Gli ho detto che ero slavo perché non sapevo cosa rispondere. Ma la domanda è rimasta, ed è da lì che siamo partiti nelle prove. "Com’è possibile che siamo arrivati a tutto questo? A delegare a rappresentarci persone così piccole? Ad essere così gretti, avari, ipocriti, tartufeschi, finti intellettuali, ridicoli e preziosi, misantropi, dongiovanneschi, omologati, borghesi non gentiluomini, malati per finta e per davvero, storditi?" Da qui parto e cerco spiegazioni anche per il viaggiatore francese; ma non chiedetemi subito la risposta, sennò anche a voi dico che sono slavo. La risposta è a teatro, ogni sera, anche per noi…
Paolo Rossi