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Arca
Azzurra Teatro, Comune di Carrara,
Comune di Camerino, Armunia Festival della Riviera
presenta
QUATTRO
BOMBE IN TASCA
di Ugo Chiti
con
MASSIMO SALVIATI, LUCIA SOCCI, DIMITRI
FROSALI,
ALESSIO VENTURINI, ANDREA
COSTAGLI,
GIULIANA COLZI
e con
Marco Natalucci, Anna Dimaggio,
Maurizio Lombardi, Francesco Mancini
regia
Ugo Chiti
scene Daniele Spisa, costumi Giuliana Colzi, luci
Marco Messeri,
aiuto regia Angelita Borgheresi
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La memoria della Resistenza,
il suo profondo legame con la vita e l'immaginario di tante persone,
la necessità tutt'altro che demagogica di preservarne i valori e il
ricordo dei fatti, spinge oggi la nostra compagnia teatrale a realizzare
uno spettacolo che a quella memoria, a quell'immaginario diano voce
e forma poetica. Non una rievocazione sterile e retorica, non una lettura
settaria e solo in chiave politica, ma il racconto di fatti, di gente,
di luoghi della Resistenza attraverso il filtro straordinario della
memoria popolare che di quei fatti, di quelle persone fa una specie
di racconto epico insieme doloroso ed esaltante, malinconico e pieno
di salace umorismo, combinando continuamente il tono tragico e crudo
a quello farsesco.
Primavera 1944. Cinque partigiani presidiano, da alcuni giorni, un'importante
postazione collinare. L'immobilità forzata li rende facilmente irritabili,
ma Tizzo, momentaneamente a capo del piccolo gruppo, è uomo capace di
mantenere sotto controllo ogni nervosismo. Lontano in un campo sassoso,
una contadina detta "Soprana" intona un canto. E' il segnale convenuto
per avvertire i partigiani. Sulla strada bianca di polvere avanzano
le camionette con i tedeschi, la postazione è scoperta e deve essere
immediatamente trasferita. Questo l'avvio di Quattro bombe in tasca,
una vicenda corale che si dipana attraverso alcuni momenti emblematici
della guerra partigiana: il rastrellamento, la tortura, la rappresaglia,
il sacrificio. I quattro episodi sono collegati dalla narrazione che
ha la funzione di "staffetta", ed è affidata ai protagonisti, Tizzo,
Biondo e Fausto. Attorno a questi ci sono uomini e donne, caratteri,
sentimenti, voce, situazioni e presenze che attingono alla fonte inesauribile
del racconto orale, la memoria collettiva che non deve restare nella
storia di un secolo come eco celebrativo, ma continuare il processo
di trasmissione dolente e riflessivo. Nella produzione di Arca Azzurra
Quattro bombe in tasca è il secondo appuntamento del progetto "La recita
del popolo fantastico". Progetto già avviato con lo spettacolo Il Vangelo
dei buffi, incentrato sul tema della religiosità nel mondo contadino,
in cui è privilegiato l'aspetto visionario e fantastico. In questo caso
la scrittura teatrale deriva dal racconto del partigiano Piero Coccheri,
raccolto da un attore della Compagnia che si colloca nelle storie dove
sopravvivono fantasmi e apparizioni notturne. L'insolita chiave di lettura
ha permesso di accedere all'interno di una memoria drammatica, senza
rituali commemorative, per ritrovare il respiro epico e concentrico
della ballata popolare.
Ugo Chiti
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