Il Mattino, Martedì 13 Novembre 2001
Al Politeama "Un Uomo a pezzi" con la Sommella e Paone.
Un gigolò per tre donne sull'orlo di una crisi di nervi.
La grande statua sul fondo, nelle sembianze classiche di un eroe del mondo antico che mostra le belle forme del suo corpo nudo, campeggia nel salotto delle tre amiche che convivono nella stessa casa e, pur coperto pudicamente da un drappo nelle sue parti virili, è l'emblema dei loro desideri, delle loro frustrazioni di donne che vedono sfiorire gli anni senza la compagnia di un maschio. È vero, Fausta, Felicia e Carla un loro arrangiamento l'hanno trovato, hanno "affittato" un uomo che pagano per coprire a turno le loro esigenze", ma sono insoddisfatte della precaria situazione. Intorno a questo spunto ruota, al Politeama, la pièce "Un uomo a pezzi", scritta e diretta da Cetti Sommella che ne è anche interprete con Antonella Cioli e Stefania Ventura, mentre Nando Paone, questa volta senza il team delle commedie di Salemme, presta la sua figura allampanata e spigolosa allo sfiancato e prezzolato amante. Alle prese con le tur- be della loro condizione, fonte conti- nua di liti e insofferenze, le donne vagheggiano in tutti i loro discorsi l'uomo dei sogni che tarda a venire. È lo stesso Paone che, con divertenti trasformismi negli spiritosi costumi di Franz Prestieri, si incarna nelle loro bizzarre fsntasie: ora col perizoma di un ululante capo pellerossa (ma, ahinoi, soltanto pelle e ossa) per la fragile Felicia della Ventura; ora arcangelo dalle grandi ali bianche, non tanto taumaturgo quanto apprensivo infermiere per i mille malesseri lamentati dalla Carla della Cioli; ora automa cibernetico che la spicciativa Fausta della Sommella domina con lo zapping di un telecomando. Ed ecco che il casereccio gigolò Paone, oberato di debiti e con l'aiuto di un truffaldino amico (Salvatore Zanni), propone un "affare": anziché tenerlo in fitto, acquistarlo in multiproprietà per tutta la vita, con tanto di pagamento anticipato. Altrimenti lo perderanno e lui farà una brutta fine nelle mani di trafficanti d'organi che lo venderebbero a pezzi: cuore, fegato, reni e per il resto scatolette o, peggio, dadi per il brodo. Tra le smanie e i sussulti di dignità delle tre brave protagoniste e la dialettica del loro inaffidabile interlocutore, la commedia procede come una farsa brillante che punta alla battuta immediata con divertita ironia.
Franco De Ciuceis

La Verità di Napoli, Martedì 13 Novembre 2001
Pubblico soddisfatto per la prima di "Un uomo a pezzi" in scena al Politeama.
Cetty Sommella fa centro
In platea Luigi Petrucci: Lo spettacolo ha i tempi di un musical.
Ha debuttato sabato sera al teatro Politeama la commedia "Un uomo a pezzi", opera seconda di Cetty Sommella, che ne è anche una delle attrici protagoniste, insieme con Antonella Cioli e StefaniaVentura. Nando Paone, invece, ne è il protagonista maschile insieme con Salvatore Zanni. Tutti per la verità hanno contribuito a far risultare il nuovo lavoro della Sommella, un testo fresco e scoppiettante specie nella prima parte. Lavoro quindi impegnativo per l'autrice che si districa molto bene con un tema delicato come la dignità umana, affrontandolo come si deve, aiutandosi cioè con grossi momenti di ironia grottesca, soluzioni che in genere sono più sferzanti di tanti paroloni inutili. La freschezza del testo e la originalità con cui la porge nella messa in scena, sono le fondamentali caratteristiche dello spettacolo che gode di esilaranti momenti di comicità dovuti soprattutto alla naturale predisposizione di Nando Paone alla mimica e alla caratterizzazione di personaggi in situazioni grottesche. Infatti la prima parte è incentrata sulla sua trasformazione in uomini di diversa tipologia. Una sorta di uomo ideale per queste tre donne che vivono sole e alle prese con turbe di natura sessuale ma anche logorate nel sistema nervoso. Donne, quindi, sull'orlo di nervi, che si passano in multiproprietà un uomo che alla fine si proporrà come oggetto di vendita. In evidenza, quindi, non solo il tema della dignità, ma tanti sottotemi come il rapporto tra uomo e donna, o meglio ancora tra donna e donna. Il pubblico è sembrato divertito dal testo che ha giudicato in maniera positiva come evidenzia la dichiarazione di alcuni addetti ai lavori come il drammaturgo e regista Francesco Silvestri: "Cetty Sommella lavora davvero bene. Non è facile scrivere una commedia dove si riesce a far ridere di certi argomenti. Nando Paone è strepitoso". La signorina Anna Rasulo così trova lo spet- tacolo: "Fantastico e divertente, scritto anche bene. Gli attori tutti in gamba". L'attore comico Corrado Ardone ha parole di ammirazione: "Una commedia nuova che migliora la media di questo periodo, davvero bassa. Trovo Nando un attore di grandi capacità comiche. Anche Adele Pandolfi, presente in platea, riconosce che: "Le idee espresse nel testo sono proprie della indole di Cetty. È un testo che esce dal profondo del suo essere". L'attore Luigi Petrucci, reduce dai successi della fiction Rai "Compagni di scuola", afferma: "Lo spettacolo è molto riuscito, scritto bene. Lo vedrei come un musical, ha gli stessi tempi". Infine il pensiero dell'attrice Rossella Serrato: "Uno spettacolo che scorre bene, ottima 1'idea, attori bravissimi con Nando in gran forma. I personaggi molto reali".
Gianni Mattioli

Corriere Del Mezzogiorno, Martedì 13 Novembre 2001
La pièce della Sommella al Politeama.
"Un uomo a pezzi", umorismo borghese.
Sceglie decisamente la strada della nuova comicità borghese "made in Naples" l'ultimo testo di Cetty Sommella, al debutto sabato sera al Politeama. In "Un uomo a pezzì", l'attrice e drammaturga partenopea conferma e mette a punto le indicazioni già mostrate in altri lavori precedenti, come ad esempio "Dolori di corpo>. La sua strada è infatti quella aperta con passo spedito da Vincenzo Salemme, di cui la Sommella può ben dirsi una versione al femminile. L'autrice mette a punto, cioè, una forma di commedia contemporanea, sospesa fra la sit-com televisiva e il susseguirsi di battute dialettali, e non solo, a tutto ritmo. Una forma di contaminazione che presenta numerose virtù, ma anche qualche scivolata di troppo, ad esempio, nell'atmosfera del nuovo cabaret televisivo con, sullo sfondo, la drammatica vicenda della vendita degli organi umani trasformata in occasione per sorridere. Tre donne quarantenni e single (Cetty Sommella, Antonella Cioli e Stefania Ventura) mantengono in affitto un uomo, Pasquale (interpretato da Nando Paone), scambiandoselo a turno. Dal suo canto l'uomo è indebitato fino al collo e propone, in cambio del denaro necessario, la sua cessione definitiva: una vera e propria multiproprietà da godersi per tutta la vita. Altrimenti il destino è già scritto: finire in "spezzatino", sparpagliato per gli ospedali della Terra in attesa dei trapianti, un modo rapido ed efficace per ripagare i debiti velocemente. La situazione grottesca e un po' noir trova però i suoi spunti migliori proprio nella sua lettura più autenticamente femminile, nello spaccato cioè sui tic, le manie e i desideri frustrati delle tre quarantenni.
Stefano de Stefano