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Messaggero, 19 Febbraio 2001
L'attrice nella "Sera della prima" di Cromwell al Piccolo Eliseo Falk,
quando una diva interpreta una diva.
Roma - Non è facile, per un'attrice che ha avuto ruoli, successi,
grandi registi e grandi responsabilità, trovare testi capaci di offrirle,
oggi e al di là di tutto, la spinta a riguadagnare il palcoscenico.
Occorrono la passione e la curiosità di Rossella Falk che da molte stagioni
va pescando nella drammaturgia contemporanea copioni giusti per le proprie
caratteristiche e, in particolare, legati a quel "mestiere della scena"
cui ha indissolubilmente unito la propria esistenza. Ecco allora, al
Piccolo Eliseo di Roma, "La sera della prima", adattamento da Opening
night del newyorkese John Cromwell. Un quasi-monologo (nella sala di
Via Nazionale fino al 18 marzo), con Anna Lelio e la regia di Alberto
Terrani. Il pubblico entra nel camerino di una diva che, tornata alla
professione dopo lunga assenza, usa la proverbiale angoscia ante-debutto
per ripercorrere fatti, personaggi e sentimenti della passata carriera.
Assiste a un apologo di chimere e cattiverie, fantasie e visceri, ispirazione
e bugia, pettegolezzi e ardori, e un manifesto di teatro vissuto, praticato,
sublimato, eterno. Il machiavello drammaturgico è semplice e funzionale.
L'attrice fa l'Attrice che corona il sempre inseguito sogno di interpretare
il personaggio di Irina Arkadina, protagonista del "Gabbiano" di Cechov.
E inseguendone le sfaccettature, la magia, il colore, alimenta in petto
una particolare, emozionata recherche. Fino al liberante-lacerante "Chi
è di scena". Falk al cubo, dunque perfetta. Lelio dedita. Regia innamorata.
Rita Sala
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