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Il Gazzettino
L'allestimento della Compagnia
del Teatro Stabile di Catania, con la regia di Mario Missiroli, è
una messa in scena puntigliosamente aderente al testo, in cui la recitazione,
non naturale, ma neppure farsesca, se non in pochi momenti, caratterizza
il tono mondano e fatuo dell'alta società inglese di fine Ottocento.
Lucia Poli è una terribile, cinica e affascinante Lady Bracknell,
Geppy Gleijeses è irresistibile nei dialoghi pieni di eleganza
e di spirito. Enfatica, ma perfettamente coerente al personaggio, Debora
Caprioglio... Con pochi, marginali interventi musicali e una scenografia
essenziale, la commedia è completamente affidata alla verve degli
attori e procede scintillante e briosa.
Sandra Mansutti
La Nuova Venezia
Missiroli ha abbandonato di conseguenza
molto presto il terreno dell'aplomb tutto britannico con cui Wilde avrebbe
voluto far recitare il suo copione e si è affidato felicemente a irruenze
e gestualità molto mediterranee per conferire corposità ai duelli di
parole. È stato assecondato in questa scelta dalla bravura degli interpreti
che, liberati dai lacci e dagli impacci di un improbabile albionico
distacco, si sono gettati sulla farsa con risultati che il pubblico
ha dimostrato di apprezzare anche con gli applausi a scena aperta. Lucia
Poli furoreggia nel delineare la caricatura della leonessa da salotto
e Geppy Gleijeses non le è da meno, sfruttando abilmente la mimica a
sostegno delle battute e delle sorprese. Debora Caprioglio si fa apprezzare
per le doti fisiche più che per quelle istrioniche.
Carmelo Alberti
Alto Adige
La messinscena di Missiroli,
più nell'intenzioni che nella pratica, elabora un'ambientazione da stazione
di transito, oppure da prigione, mentre sullo sfondo si intravedono
le ciminiere delle fabbriche, luoghi operosi e necessari. Inoltre, la
regia tenta di agganciare il filo rosso che lega l'atmosfera clownesca
di Wilde agli sviluppi del teatro dell'assurdo, da Ionesco a Beckett.
Gli interpreti fanno del loro meglio per non cadere dell'imitazione
del modello inglese ma non sempre riescono a trovare un'alternativa
credibile.
Umberto Gandini
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