A. Artisti Associati
Compagnia di Prosa Gianrico Tedeschi
presentano

MANDARE ALLA MEMORIA
Poeti a scuola, nell'arte e nella vita

di Gianrico Tedeschi

con

GIANRICO TEDESCHI


regia


"Mandare alla Memoria. Poeti a scuola, nell'arte e nella vita" è un viaggio attraverso la poesia e la storia della letteratura italiana e straniera, guidato da uno dei più grandi interpreti della scena teatrale italiana: Gianrico Tedeschi che, affiancato da altri quattro attori, leggerà e commenterà una selezione di testi poetici e teatrali, arricchendoli con aneddoti, con il suo senso dell'umorismo, la sua straordinaria simpatia e presenza scenica.
A. Artisti Associati

Pare che le Muse, ispiratrici degli artisti, fossero generate da Mnemosine, la dea della memoria. La poesia, dunque, è figlia della memoria. Sia perché nasce da quello che si è depositato nell'animo umano e che riaffiora nel ricordo, sia perché è una voce ritmica e il ritmo è il veicolo della memorizzazione, associando la parola al movimento del corpo. I poemi omerici erano la Treccani del mondo antico. Erano I'enciclopedia che racchiudeva tutte le conoscenze necessarie alla vita sociale, tutti i modelli di comportamento utili alle relazioni, tutte le tecniche produttive e artistiche, incluso il decalogo delle buone maniere. L'uomo antico mandava a memoria i versi dei poemi e interiorizzava un modello di società globale. Era una forma di socializzazione e di inculturazione. Il Medioevo, con I'Arte della memoria, ha perfezionato le tecniche della memorizzazione con le sofisticate regole di una società alfabetizzata, in cui la parola scritta ha un grande potere, ma non ha ancora definitivamente scalzato I'antico e inestimabile valore della tradizione orale. È una vibrazione, la memoria, che fissa nella mente il codice emozionale e cognitivo di un popolo, di una comunità. Serviva alle culture orali, ai popoli senza scrittura, per trasmettere i saperi, per capitalizzare le conoscenze e passarle alla generazione seguente, affinché non si perdesse il patrimonio culturale di una società. La memoria è identità. La memoria è storia. È un pensiero autoriflessivo e autoreferenziale. Per questo, ancor oggi, ciò che si impara, ciò che si studia viene "rimandato" a lei, alla dea Mnemosine, perché lo condensi e lo cristallizzi nelle giovani menti. Sono probabilmente i poeti, mandati alla memoria, con gl'ínterminabili versi ripetuti all'infinito nell'infanzia, a costituire il primo lessico dei sentimenti, la prima percezione dell'altrove e del non ancora. La poesia ci ha raccontato chi siamo e ci ha posizionati lì dove siamo, né più in qua, né più in là. Ci ha dato storia, passato, disegno, meta. Non c'è futuro senza passato, né senza ricordi. Un uomo senza ricordi è un replicante, un robot. Il percorso poetico di questo spettacolo, che include la prosa perché anche la prosa ha un ritmo, dà al recital il senso di un recupero, quello della pratica di apprendimento più antica del mondo, che si fonda sul rituale della ripetizione e dell'interiorizzazione dei significati. È uno straordinario meccanismo, che sostiene la nostra vita e che scandisce la nostra infanzia. I ricordi di scuola si affolleranno proprio sotto la soglia della nostra coscienza e ci accompagneranno tutta la vita. Questo recital ce lo ricorda con eleganza e ci propone la riscoperta di una buona vecchia abitudine: quella di onorare la dea Mnemosine.
Enrica Tedeschi