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La tragedia, vive soprattutto dei suoi grandi personaggi: Otello, ingenuo
quanto impulsivo generale Moro; Jago, che con la sua diabolica astuzia,
la sua invidia e il suo rancore tesse la trama di un piano crudele che
travolgerà tutti, ma che porterà anche se stesso alla rovina; Desdemona,
che in realtà solo alla fine capisce e si rende veramente conto di cosa
stia succedendo, ma che non reagisce con la forza, anzi si offre, pur
se innocente, come vittima sacrificale. E poi Cassio ed Emilia: il primo
inconsapevolmente fulcro della tragedia, ma paradossalmente anche l'unico
che si salverà; la seconda invece, complice senza volerlo del crudele
piano del marito Iago. Proprio su questa centralità dei personaggi si
basa il nuovo allestimento shakespeariano di Paolo Valerio. La messa
in scena infatti è costruita su una riduzione del testo che si concentra
sui personaggi, puntando alla compattezza, all'essenzialità a all'universalità
delle loro vicende. Si porta così in scena il dramma nella sua assolutezza,
come una storia senza tempo. Il testo e la messa in scena sono quindi
spogliate di molte parti relative all'ambientazione, alla situazione
politica e storica, agli aspetti contestuali presenti nel testo di Shakespeare.
La regia poggia su un uso inedito di videoproiezioni: da una grande
citazione iniziale (i primi minuti dell'Otello di Orson Welles) rivista
e ritoccata però con effetti moderni, e immagini simboliche (come l'acqua
ed il fuoco) che sottolineano i caratteri dei personaggi e fanno da
sfondo ai vari momenti della tragedia. Ma la vera novità di questa messa
in scena è che, oltre a queste immagini registrate, vengono anche proiettate
in diretta intere scene, primi piani ed immagini, riprese proprio durante
lo spettacolo, che enfatizzano a sottolineano in modo quasi cinematografico
espressioni, gesti ed emozioni. E anche per il personaggio di Iago si
è pensato di sfruttare le proiezioni. Egli nel dramma è colui che meno
agisce e più pensa: continua a riflettere, ipotizzare, creare piani
e strategie. Questo suo essere estremamente razionale viene reso in
modo assolutamente astratto, con la proiezione (sempre in diretta) dei
testi recitati nei monologhi, quasi a voler rendere "visibile" il suo
pensiero. Nei dialoghi e nei rapporti con gli altri personaggi è caratterizzato
da una recitazione sommessa e priva di gesti forti Molto importante
anche la scelta e l'utilizzo delle musiche, decise, come dice lo stesso
regista "quasi per caso: la colonna sonora di questo spettacolo nasce
infatti da ascolti, da suggestioni, da intuizioni e non da una scelta
programmatica di un certo tipo di musica o di un autore piuttosto che
un altro... ". La dolcissima ed allo stesso tempo tristissima "Canzone
del Salice", è invece tratta dall'Otello di Verdi, ed è cantata dal
vivo da Emilia (Ayami Matzuzaki), che accompagna come con una ninna
nanna la preparazione dell'ultima notte di Desdemona ed i suoi presagi
di morte.
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