Compagnia del Teatro di Verona
presenta


OTELLO
di William Shakespeare

con
ELENA GIUSTI, ROBERTO PETRUZZELLI,
MICHELE GHIONNA, AYAMI CECILIA MATSUYUKI,
PAOLO VALERIO


regia
Paolo Valerio


luci Enrico Berardi
riprese e interventi video a cura di Marco Millari


La tragedia, vive soprattutto dei suoi grandi personaggi: Otello, ingenuo quanto impulsivo generale Moro; Jago, che con la sua diabolica astuzia, la sua invidia e il suo rancore tesse la trama di un piano crudele che travolgerà tutti, ma che porterà anche se stesso alla rovina; Desdemona, che in realtà solo alla fine capisce e si rende veramente conto di cosa stia succedendo, ma che non reagisce con la forza, anzi si offre, pur se innocente, come vittima sacrificale. E poi Cassio ed Emilia: il primo inconsapevolmente fulcro della tragedia, ma paradossalmente anche l'unico che si salverà; la seconda invece, complice senza volerlo del crudele piano del marito Iago. Proprio su questa centralità dei personaggi si basa il nuovo allestimento shakespeariano di Paolo Valerio. La messa in scena infatti è costruita su una riduzione del testo che si concentra sui personaggi, puntando alla compattezza, all'essenzialità a all'universalità delle loro vicende. Si porta così in scena il dramma nella sua assolutezza, come una storia senza tempo. Il testo e la messa in scena sono quindi spogliate di molte parti relative all'ambientazione, alla situazione politica e storica, agli aspetti contestuali presenti nel testo di Shakespeare. La regia poggia su un uso inedito di videoproiezioni: da una grande citazione iniziale (i primi minuti dell'Otello di Orson Welles) rivista e ritoccata però con effetti moderni, e immagini simboliche (come l'acqua ed il fuoco) che sottolineano i caratteri dei personaggi e fanno da sfondo ai vari momenti della tragedia. Ma la vera novità di questa messa in scena è che, oltre a queste immagini registrate, vengono anche proiettate in diretta intere scene, primi piani ed immagini, riprese proprio durante lo spettacolo, che enfatizzano a sottolineano in modo quasi cinematografico espressioni, gesti ed emozioni. E anche per il personaggio di Iago si è pensato di sfruttare le proiezioni. Egli nel dramma è colui che meno agisce e più pensa: continua a riflettere, ipotizzare, creare piani e strategie. Questo suo essere estremamente razionale viene reso in modo assolutamente astratto, con la proiezione (sempre in diretta) dei testi recitati nei monologhi, quasi a voler rendere "visibile" il suo pensiero. Nei dialoghi e nei rapporti con gli altri personaggi è caratterizzato da una recitazione sommessa e priva di gesti forti Molto importante anche la scelta e l'utilizzo delle musiche, decise, come dice lo stesso regista "quasi per caso: la colonna sonora di questo spettacolo nasce infatti da ascolti, da suggestioni, da intuizioni e non da una scelta programmatica di un certo tipo di musica o di un autore piuttosto che un altro... ". La dolcissima ed allo stesso tempo tristissima "Canzone del Salice", è invece tratta dall'Otello di Verdi, ed è cantata dal vivo da Emilia (Ayami Matzuzaki), che accompagna come con una ninna nanna la preparazione dell'ultima notte di Desdemona ed i suoi presagi di morte.