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Lo psicologo Paul Portner ha scritto a scopo di studio un romanzo al
quale ha voluto dare tre finali differenti per sottoporli ai suoi pazienti:
la scelta di finale preferita aiutava il ricercatore nella formulazione
del quadro psicologico ed emotivo del paziente. La versione teatrale
ricavata dal testo ha mantenuto queste caratteristiche, individuando
il pubblico come esperimento di una terapia di gruppo e dandogli valenza
di test collettivo che si sviluppa grazie al dipanarsi della vicenda
guidato dal pubblico, per culminare nella scelta del "finale" dello
spettacolo, che consente di evidenziare l'indole degli spettatori. Il
testo, che è strutturato in forma di ricerca psicologica e di costume
e si caratterizza perché è oggetto di un approfondito "adattamento"
in ogni località in cui viene allestito. La storia è infatti ogni volta
ambientata proprio li, dove vive lo spettatore; gli attori assumono
cadenza e altre connotazioni specifiche, aggiornando e attualizzando
ogni sera il dialogo, per far vivere al pubblico una vicenda che sta
verosimilmente accadendo nella loro città, mentre fuori piove, oppure
c'è il sole, oppure... E' facile comprendere lo spessore e l'importanza
laboratoriale di questa proposta capace di un coinvolgimento "a tutto
tondo" degli spettatori.
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