Nota
dell'autore "Un passato da Melodici Moderni"…o anche "la cicala e
la formica", che non è il sottotitolo ma piuttosto un indizio. Un
mobiliere di Rho arriva a fare il miracolo di rimettere assieme per
una serata Arturo & Lele, due artisti che fino a tre anni prima formavano
un collaudato duo di Teatro-Cabaret scioltosi a causa di insanabili
dissapori sorti fra i due. Così, grazie ai soldi che il mobiliere
promette per una serata di cabaret, i due, bisognosissimi di danaro,
un lunedì pomeriggio si ritrovano in un teatro preso in affitto per
riprovare il loro vecchio recital. Il proprietario dell'immobile è
un commerciante, e solo "quelli delle Belle Arti" lo frenano dal trasformare
il teatro in un parcheggio a pagamento.
La custode è invece una ragazza semplice e molto sensuale che tratta
cose erotiche e polpette con la stessa elementare, disarmante disinvoltura.
Ah dimenticavo: si chiama Zoe…e se gli mostra l'ombelico, lui, il
"proprietario dell'immobile", non riconosce più neppure i sapori delle
cose che mangia. Infine c'è un factotum slavo di nome Ilir: custode
di un drammatico e inimmaginabile segreto lo si può trovare solo al
bar di fronte perso nella sambuca… Attualmente il teatro ospita una
rassegna di "cose da capire" - come le chiama Zoe - voluta dall'Assessore:
un uomo che, come molti altri in questa storia, suda copiosamente.
Per questo motivo Arturo e Lele sono costretti a provare
nella scenografia di una edizione polacca di Aspettando Godot di S.
Beckett.
Ma dopo
aver provato la sigla musicale cominciano gli ostacoli…perché ci sono
molte cose che i due si devono dire…qualche mistero da svelare…e soprattutto
gli imprevisti… Imprevisti ai quali stranamente nessuno pensa mai…eppure
esistono e condizionano la nostra volontà molto più di quello che
uno possa immaginare. Comunque finisce bene; nessuno muore - cattivacci
compresi - e, a voler esser pignoli, trionfa anche l'amore.
Alessandro Benvenuti