La Repubblica, 9 dicembre 1999
Un incendio di comicità irrefrenabile allo Juvarra Ecco Donati & Olesen pompieri dell'assurdo
Un po' clown e un po' cartone animato, il trio canta e suona improbabili canzoncine e rievoca la crudeltà dei burattini.Sull'attesa nella caserma si abbatte il ritmo delle gag che travolgono il pubblico con un effetto?valanga in un vortice di risate. Esistono i vigili dei fuoco ed esistono i pompieri. Non sono la stessa cosa. I primi sono gli ardimentosi custodi della incolumità delle persone e delle cose, sprezzatori dei pericolo e delle fiamme. I secondi, frutto dell'immaginario popolare, hanno la prerogativa di indossare casco e stivali e di sgambettare con campanella e pompa in mano. I vigili i dei fuoco spengono incendi; i pompieri corrono solo per tentare di arrivare all'incendio. Partoriti dall'universo del comico, i pompieri sono fermati ? si fa per dire! ? sempre in quell'atto del correre, avvolti in un caos concitato che altro non vorrebbe essere che ordine. I pompieri, come ogni caricatura, hanno in sé l'idea di aberrazione, dato che distruggono più loro delle fiamme che vorrebbero estinguere. Non esistono nella realtà: i pompieri esistono esclusivamente nei circhi come "numero" canonico di pagliacci, esistono nelle macchiette dei cafè chantant, nei cartoni animati, nelle canzoni per bambini, nei varietà di marionette, nei vaudeville, ed esistono anche in alcune commedie come La cantatrice calva di lonesco: lì il Pompiere è un gran conoscitore di aneddoti. Se queste sono le fantasie che sollecitano i pompieri, pompieri ideali sono Giorgio Donati, Jacob Olesen e Ted Keiser ovvero i Donati & Olesen che sul palco, immersi, nell'assurdo, sono un po' clown e un po' cartone animato, cantano e suonano improbabili canzoncine e si imparentano con la crudeltà dei burattini. Il loro Pompieri prodotto dal Mas Juvarra per la regia di Giovanni Calò, è un fuoco pirotecnico di trovate. Non c'è storia, ci sono solo tre pompieri, un armadietto a sei ante, una scala, qualche oggetto e una vena di follia inesauribile, i Donati & Olesen sono irrefrenabili, su un ritmo vorticoso avvitano una situazione elementare (l'attesa in caserma tra una chiamata e l'altra) che è pretesto per una serie di gag che sembrano dapprima semplicissime, ma che poi sono capaci di montare in maniera travolgente, al pari di una palla di neve che gettata giù da un pendio rotola, si ingrandisce e diventa valanga. Come non si può essere sopraffatti di fronte alla girandola di entrate e di uscite dalle ante dell'armadietto, o dai disastri a catena, o dai giochi inventati sulla fiamma di un accendino? Si ride sempre, di un riso semplice e immediato, come in una "comica finale", e questo è lo spettacolo, e altro non vuol essere. Si replica fino a domenica.
Alfonso Cipolla

La Stampa, 11 Dicembre 1999
Per Donati Olesen e Keijser tanti applausi allo Juvarra Giorgio, Jacob e Ted: briosi adulti che tornano a essere bambini per poter giocare "ai pompieri"
Un po' vigili del fuoco e un po' carabinieri, di quelli da barzelletta. Sono così, Giorgio Donati, Jacob Olesen e Ted Keijser sulla scena del loro nuovo spettacolo "Pompieri": eroi dell'immaginario infantile, ma pure inguaribili pasticcioni, che non riescono a coordinarsi e interagire, manco per. scommessa. Nulla di irriverente, per carità, verso quella mitica figura con tuta e elmetto, che ha ispirato, in generazioni di pargoli, giochi e sogni di gloria. Anzi, nell'allestimento diretto da Giovanni Calò, che ha debuttato martedì scorso allo Juvarra (dove resterà in scena ancora per oggi e domani), la nota romantico?nostalgica è un basso continuo. Il brio arriva, invece, dal divertissement di tre adulti che "giocano a fare i bambini che giocano a fare i pompieri". Con tante scuse per il gioco di parole: ma è proprio questo ciò che avviene sulla scena, dove tre attori un po' cresciuti per trastulli e bambinate, riacchiappano al volo la fantasia e l'accordano con abilità da virtuosi performer. E in un niente .conquistano il pubblico di grandi e piccoli (la sera della prima ce n'erano molti, in platea e, a giudicare dalle risate, si divertivano un sacco) con una sarabanda di gags, canzoncine, battute, microazioni teatrali. Vivacissimo carosello, cui basta una scenografia minima (armadietti stile caserma e poco altro) e oggetti adoperati con inventiva, per illustrare al meglio quel gran "gioco dei giochi" che il teatro sa essere. Ed è uno spasso vedere i tre interpreti regredire gioiosamente verso una dimensione ludica e buffa: dove una semplice armadiata di metallo può trasformarsi in una caserma come in un mezzo anticendio, dove il fuoco passa di mano in mano sotto forma di accendino usa e getta, dove un idrante pare un pezzo di scooter e una corda diventa filo interdentale. Mentre una ruota di bicicletta può fornire la colonna sonora, assieme ad altri improbabili strumenti. Merito dei tre artisti, che suonano con nonchalance qualunque cosa, persino gli spazzolini da denti: per non dire del bidofono, strumento a corda (nel senso letterale della parola) con cassa acustica consistente in una bacinella rovesciata. Il talento musicale, d'altronde, è dote ben sfruttata dai nostri, almeno quanto l'abilità mimico?gestuale. Non a caso, il duo italo?danese di Donati & Olesen, cui si aggiunge, all'occasione, l'olandese Keijser, si è formato a Parigi, alla scuola di un maestro come Lecoq. E proprio sul versante del mimo, gli interpreti trovano la loro più autentica misura espressiva, dando prova di una sintonia e una precisione di tempi ed effetti che sembrano ispirate alla grande lezione di comicità dei fratelli Marx. Così si ride, senza aggiunta di orpelli o di facili espedienti, proprio grazie all'abilità degli interpreti, ottimi manipolatori del demenziale, dell'assurdo, del giocoso.
Silvia Francia

Torino sera - Il corriere del Piemonte 14 dicembre 1999
Pompieri, cavalieri ironici e coraggiosi
Torino - Si è concluso con successo il debutto nazionale di Pompieri presentato al Teatro Juvarra dalla Compagnia Donati & Olesen ed interpretato da Giorgio Donati, Jacob Olesen e Ted Keijser La Compagnia, fondata a Parigi nel 1981, aveva già allestito numerosi spettacoli tra cui si ricordano "Basta con le fragole", "Zanzare" e "Il Signor Moretti" mentre, in questa occasione, viene raccontata la vita avventurosa dei pompieri, eroi moderni che abitano la fantasia di grandi e piccini. Il romanticismo di una figura simbolo del coraggio e della destrezza, la simpatia dei protagonisti, le scene divertenti ed ironiche che disegnano le scene sul palco sono stati gli ingredienti base di questo spettacolo che ha racchiuso in sé tutto il sapore dei sogni dell'infanzia e dell'immaginario eroico dei ragazzi. Pensare, anche solo per un momento, di essere un cavaliere moderno che salva la vita di una fanciulla impaurita è forse un aspetto dell'esistenza che ci rende intrepidi anche nelle piccole occasioni quotidiane, che ci permette di superare gli ostacoli di ogni giorno, sperando che arrivi finalmente il momento giusto anche per il nostro riscatto dal grigiore e dall'anonimato. Sulla scena, questo curioso trio ricco di azione e follia ha coinvolto e appassionato il pubblico immerso in un mondo musicale di immagini, suoni e movimento.