La Repubblica, Lunedì 19 febbraio 2001
Roma, febbre da musical al Sistina con "Tributo a George Gershwin"
Con De Sica l'avventura di un americano a Parigi

Roma - Approda al Teatro Sistina Tributo a George Gershwin - Un americano a Parigi: uno spettacolo che senza dubbio mantiene ciò che promette. Si ascoltano moltissime fra le più belle canzoni di Gershwin, compreso un brano di Porgy and Bess, e si rievoca la storia del film Un americano a Parigi,,uno dei film musicali più noti al mondo. Sotto la definizione "Musical" da noi, in Italia, dopo lo scoppio di entusiasmo di cui il genere ha beneficiato, si riuniscono vari tipi di spettacolo musicale, come questo Tributo che sarebbe, piuttosto che un Musical nel senso di Musical Comedy, una Musical Revue, in quanto la storia/pretesto che muove lo spettacolo è, appunto, più che altro un pretesto. Un signore di passaggio scende in palcoscenico dicendosi in pausa dalle riprese di un film: è Christian De Sica, come se stesso, che rende omaggio al suo illustre padre, dice la sua voglia di musical, accenna a esperienze previe in Tv, e, come per mira colo ecco comparire la soubrette Lorenza Mario, ecco altri tre attori, sempre come per miracolo, e sono Monica Scattini, Manuel Frattini e Paolo Conticini. Ma non basta. I cinque decidono di fare un musical, anche se non pronunziano la magica frase di Mickey Rooney e Judy Garland "Mi è venuta un'idea: montiamo uno spettacolo!", ed ecco che scelgono la storia di Un americano a Parigi (che, ricordiamo, non fu mai un musical teatrale. Pretesto? Pretesto, sì, e va benissimo. Perché i cinque, circondati da un valido corpo di ballo, affiancati da un'eccellente band in scena, intraprendono un percorso che include, come dicevamo, fra le più belle canzoni dei Gershwin: "dei", perché se George scriveva splendide e rare musiche, queste erano accompagnate, o basate su, i testi non meno straordinari di suo fratello Ira: "But not for Me", "`S Wonderful", "1 Got Rhythm", "A Foggy Day", "The Man I love", e tante altre notissime. Franco Miseria, regista e coreografo, ha curato dei bei numeri di insieme, con menzione d'onore per certe classiche evoluzioni sulle scale, in nome dell'antica ma sempre affascinante tradizione della rivista. Ottimi i ragazzi e le ragazze del corpo di ballo (o dobbiamo dire Chorus?), fra i quali risalta il primo ballerino Orazio Caiti. I cinque protagonisti sembrano esitare tra l'interpretazione pura e semplice e una sorta di parodia del genere Rivista. E questo vale soprattutto per Christian De Sica che canta in modo straordinario, non ha certo bisogno di conferme come attore, e investe il suo ruolo di febbrile intensità. Lorenza Mario ha la sicurezza di una veterana della rivista e gran fascino personale. Paolo Conticini è simpatico e allegramente impegnato Manuel Frattini conferma qui il suo mostruoso talento di ballerino ma anche le sue capacità di attore completo nel genere. Infine, sarà personale ne chiedo venia, il premio Simpatia e Talento della serata va a Monica Scattini che si nuove nel musical come se non avesse fatto altro nella vita con il suo aguzzo umorismo e i suoi tempi perfetti.
Alvise Sapori