La Nazione 24 febbraio 2001
Gassman-Tognazzi-Casale il trio funziona

Firenze - Pensate che il Teatro sia in crisi? Allora sedetevi in platea, o in un palco, al Teatro Verdi, e guardate il pubblico di "A qualcuno piace caldo", in una delle dieci repliche - tutte straesaurite - che ancora lo spettacolo di Saverio Marconi ha in cartellone fino al 4 marzo. Un caso simile a quello di "Sette spose per sette fratelli", altro musical, sempre etichettato Compagnia della Rancia e sempre con la regia di Saverio Marconi: per spettacoli come questi il pubblico c'è, eccome. Se in "Sette spose per sette fratelli" c'erano effetti scenici eccezionali, ed una qualità professionale al limite del virtuosismo (almeno nel ballo e nelle acrobazie), in "A qualcuno piace caldo" c'è il richiamo di un film che tutti, ma proprio tutti, conoscono, e del mito irresistibile di Marilyn; e c'è anche senza dubbio, l'effetto - Alessandro Gassman, non più soltanto idolo delle ragazzine ma sex-symbol consacrato e soprattutto attore ormai tra i più popolari oggi in Italia, anche grazie alle apparizioni tv. Sono lontani i tempi in cui era solo un "figlio d'arte"; così come sono lontani per il suo amico e partner di scena Gian Marco Tognazzi. Si dimostra, qui, il giovane Gassman, all'altezza come primattore, pure non facendo nulla di straordinario: rivela una versatilità "americana" nel ballare e cantare, humour, simpatia e autoironia. Però - più che altro grazie al copione… - si mette maggiormente in mostra Tognazzi nel ruolo che nel film di Wilder fu di Jack Lemmon. Il compito più difficile toccava a Rossana Casale, che doveva "diventare" Marylin: con intelligenza, con attenzione, senza esagerare con una imitazione che sarebbe stata assurda, riesce a essere più che plausibile. E poi la sua voce è stupenda…. Lo spettacolo, nel suo insieme, funziona e fila, tra felici invenzioni sceniche e un andamento classico e ben ritmato.
Francesco Tei