|
Gazzetta di Parma, Mercoledì 13 ottobre 1999
Ci si diverte al Pezzani con la Compagnia dei Borghi
Un meccanismo scenico che funziona. Dal teatro al cinema e dal cinema
al teatro. Con divertimento. Gli anni sono passati ma tutto scorre ugualmente
bene, con sciolta freschezza. La commedia di Neil Simon A piedi nudi
nel parco, è andata in scena per la prima volta nel '63 ma per il pubblico
italiano l'incontro è del '67, quando esce il film interpretato da Jane
Fonda e Robert Redford. Sono seguite diverse versioni teatrali. L'ultima
vista a Parma aveva come protagonisti Sergio Castellitto e Margaret
Mazzantini. Ora l'avventura teatrale di tale realizzazione è affrontata
dalla Compagnia dei Borghi, una produzione dunque della nostra città,
regia di Ester Cantoni, con Patrizia Grossi, Andrea Spina, Lucia Ricalzone
e Giorgio Barlotti, cui si aggiunge Fabio Giubbani, nel ruolo del tecnico
dell'impianto telefoni. Buono l'avvio al Teatro Pezzani. Seguiranno
numerose repliche: A piedi nudi nel parco resterà in scena fino al 27
ottobre e riprenderà dal 2 al 10 novembre. Le battute si inseguono con
agilità ed allegria, in un tempo che resta felicemente ambiguo: se alcuni
elementi rinviano agli anni '60 (il montgomery, il vestitino arancione,
certe forme di femminismo delle origini, la prima diffusione dei ristoranti
esotici...) si segue la storia potendola riconoscere anche del presente,
liberandola naturalmente, ma senza fatica, di quei caratteri, in fondo
marginali, che non appartengono più alla nostra contemporaneità e con
i quali può essere anche divertente fare qualche confronto. Certo è
strano vedere come una giovane moglie, in una casa ancora senza figli,
possa pensare di vivere così, senza preoccuparsi di cercare un lavoro.
Forse è qui soprattutto il divario, la frattura: e naturalmente la relazione
a due sarebbe cresciuta in modo diverso, Corie non avrebbe perseguitato
con tanto accanimento amoroso il marito al lavoro tempestandolo di telefonate.
E i motivi del litigio che pare condurli sull'orlo del divorzio sarebbero
certo stati di altra natura. Ma Corie non avrebbe ceduto nello stesso
modo, sentendo che la loro unione era comunque la cosa più importante
per lei nella vita? Diffîcile rispondere tenendo conto del groviglio
delle infinite contraddizioni interne alla coppia... Se dunque si gioca
sul tempo tra somiglianze e differenze, lo stesso avviene per il luogo.
Il parco dove, come gesto di libera creatività, Corie cammina a piedi
nudi (e lo stesso farà, raffreddato, ubriaco e stanco il marito Paul)
è definitivamente Washington Park, tuttavia la metropoli, con la ricerca
di piccoli appartamenti anche con qualche disagio per un prezzo accessibile
(ma cinque piani senza ascensore!), potrebbe corrispondere a tante città
nel mondo, Italia compresa. E chissà se le figlie che stimolano ora,
se mai è necessario, le mamme rimaste sole ad aprirsi a nuove relazioni
si trovano poi così turbate al concreto realizzarsi dei loro progetti...
In ogni caso tutto va avanti con slancio e buon ritmo, facendo nascere
un sentimento di leggerezza e simpatia. Trasparente è il soffitto a
mansarda: oltre si vedono i tetti, lì dove passa ogni tanto Victor Velasco,
il vicino di casa che entrerà così nella vita della giovane coppia (e
di Ethel, la mamma di Corie!) - e dove alla fine si troverà Paul che,
in bilico, aspetta nel panico la moglie che lo aiuti, lo salvi. Corie
accusava Paul di essere troppo monotono, incapace di compiere gesti
diversi, coraggiosi, magari anche un po' spericolati? Ora il rischio
sembra reale... Ma con il sapore del lieto fine. Applausi per il gruppo
affiatato di interpreti, per uno spettacolo piacevole, capace di trasmettere
buon umore.
Valeria Ottolenghi
|