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Corriere della Sera, Mercoledì 6 dicembre 2000
Ieri a Carpi la pièce "La stanza blu", regia di Sciaccaluga.
La protagonista: nudo in penombra, non esibito
La Brilli: in scena mi spoglio senza imbarazzi
Applaudita nel ruolo della Kidman: ho conosciuto anch'io la disperazione
delle donnne che interpreto
Carpi - Al Teatro Comunale di Carpi c'era la lista di attesa per
vedere Nancy Brilli e il suo partner, il possessivo ex aequo tenero
ex aequo e malinconico Alessio Di Clemente, 69 anni in due, in "The
blue room" la commedia recitata a Londra e a New York da Nicole Kidman
che l'inglese David Hare ha tratto dal testo di Schnitzler, medico e
amico del dr. Freud nella Vienna complessata che fu. La regione è che
in questo "girotondo" di coppie, 5 personaggi con due amplessi ciascuno,
il protagonista è il letto o il divano. Si parla, si fa, si litiga e
si pensa a quella cosa lì. Che resta però fuori scena, sostituita da
un orologio che ironicamente segna i minuti dell'incontro: si va dai
45 secondi dello studente alle 2 ore a 28' del politico. Massimo Chiesa,
produttore, invita comunque a scegliere i palchi e il loggione, zona
sinistra. Ed è orgoglioso di aver ottenuto i diritti della "Stanza blu"
che sarà in marzo al Nuovo di Milano e che era corteggiata da molti:
Lavia Guerritore, Parietti, Villoresi. Nancy, in gran forma, scioglie
e riannoda le chiome più volte, si lascia scendere i vestiti un attimo
prima che l'attimo fuggente del buio la colga, riesce a cogliere e trasmettere
tutte le sfumature di un dialogo che sembra di servizio , mentre è di
precisa analisi interiore; mentre l'attore zompa per il palcoscenico,
su e giù con la cerniera in mano, a velocità che non permette nel primo
tempo visioni birichine. Ma poi c'è qualche concessione. "Certo che
ci spogliamo, io e Alessio - dice Nancy Brilli - ma non è questa la
ragione dello spettacolo in cui ci sono anche molti bei costumi di Millenotti
realizzati dalla Biagiotti. E' un nudo di penombra, naturale, non esibito
e che perciò non mi imbarazza: fa parte del senso del testo. Chi cerca
il porno soft si rivolga altrove. La sfida è affrontare cinque donne
diverse, una realtà attuale che finora non avevo ancora affrontato".
"I miei attori - spiega il regista Marco Sciaccaluga - si spogliano
quel che basta, lo scandalo d'inizio secolo è oggi scandalo interiore.
Lo spettacolo si svolge in un box di Valeria Manari, quasi una
scatola magica, un occhio da voyeur, magari è quello del Grande Fratello".
"La ronde" del sesso, per dirla col film di Ophüls, ma si potrebbe dire
anche un Kamasutra alla viennese, o anche le onde del destino sessuale,
inizia con una prostituta che incontra un tassista che se la intende
con una ragazza alla pari, la quale si diverte con uno studente che
a sua volta va a letto con una milady sposata e un politico che invece
ama una modella che se la fa con un commediografo invaghito di un'attrice;
finché un aristocratico ubriaco chiude il cerchio degli amoretti e amorazzi
riportando in scene la prostituta. Un andare a venire che parla di amori
e classi sociali. "Quella che amo di più di queste donne dice Nancy,
pronta a girare in primavera la seconda parte delle sue amate "Commesse"
tv - è la modella e la faccio camminare con l'equilibrio delicato del
mio bebè. La signora è invece la più infelice per cause matrimoniali,
l'attrice la più bugiarda, la prostituta la più tenera, la ragazza alla
pari la più stupida: ma sono tutte bisognose di affetto". Forse Schnitzler
ha voluto tracciare con questo andare e venire di coppie il diagramma
della trasmissione della sifilide, oggi tradotto con l'Aids. Che importanza
ha per lei il sesso? "Certamente quello intimo è l'unico momento in
cui ci si conosce davvero, non si può mentire in certe occasioni e le
donne lo sanno. Ma non è il centro dell'esistenza. Le confesso che quando
recito la disperazione e la solitudine di questi personaggi io so bene
di che cosa parlo, so che cosa sentono. Ci sono dei momenti in cui,
accattoni di affetto, chiediamo anche solo pochi secondi d'amore, anche
una finzione. Ora per me è tutto molto diverso, ma mi è rimasta la paura
di stare sola. Per questo mi porto la famiglia con me in tournèe da
quando ho acquistato a 36 anni un poco di stabilità e un figlio di 10
mesi che mi ha radicalmente cambiato". Ma questo sesso è ancora scandalo?
"Parlando di Schnitzler si arriva subito a Freud, ma io credo che quello
ehe era scandaloso allora, oggi non lo è più: parliamo di tutto da persone
civili. O no?".
Maurizio Porro
La Repubblica, Giovedì 1 marzo 2001
"The Blue room", testo essenziale e nervoso messo in scena
da Marco Sciaccaluga, con Alessio di Clemente. Sei personaggi in cerca
di Brilli.
Girotondo d'incontri amorosi tra David Hare e Schnitzler
Milano - Di che cosa parliamo quando diciamo "amore"? Buona parte del
teatro europeo si occupa della questione, dall'abbandono sentimentale
di Giulietta fino alla rivolta delle eroine di lbsen e Strindberg contro
la famiglia tradizionale. Sono passati ottant'anni da quando Schnitzler,
contemporaneo e "doppio" di Freud, scrisse la commedia più eversiva
sul tema. "Girotondo" è una serie di brevi incontri amorosi, che si
svolgono rispettando quasi le classiche unità di tempo e di luogo, in
una stessa città e nel giro di un giorno. Ogni personaggio ne ha due,
in modo da formare una catena erotica: la prostituta col tassista, questo
con la cameriera, costei con lo studente, poi la signora, il politico,
la sua amante... La ripetizione stessa delle storie contribuisce a smascherarle:
tutte incominciano con belle parole e finiscono con il sesso, anzi,
con quel senso di vuoto e d'insoddisfazione che spesso lo accompagna.
Ne viene fuori una risposta: l'amore è un rapporto di potere costruito
intorno al sesso, ai ruoli sociali, alla solitudine delle persone. Poca
psicologia, nessun sentimentalismo, solo relazioni sociali di possesso
e di mancanza. Nessuna sorpresa che nel 1921 Schnitlzer fosse addiritttrra
messo sotto processo e che, ancora dieci anni fa, un allestimento di
Gian Maria Volonté facesse scandalo. Ora ci riprova Nancy Brilli, che
interpreta come è consueto tutti i personaggi femminili, accompagnata
da Alessio Di Clemente, con la regia di Marco Sciaccaluga. II loro spettacolo
si chiama "The blue Room", essendo iI rifacimento modernizzato di David
Hare, il che certamente ha a che fare con la moda e 1'annessione di
Schnitzler in seguito all'ultimo film di Kubrick; ma non importa. La
durezza del testo è lì e così il suo impianto, essenziale e nervoso,
esaltato da una messa in scena molto essenziale di Valeria Maneri, uno
spazio vuoto con luci a vista e pochissimi oggetti scenici spostati
a mano. Brilli è bella, il che non guasta in uno spettacolo che ruota
intorno al desiderio, anche se 1'esibizione dei corpi è mantenuta al
minimo. È anche molto brava non solo nel gioco trasformistico dei suoi
sei personaggi consecutivi, ma soprattutto nel dire sempre la stessa
cosa, l'urgenza del desiderio, l'insoddisfazione, la solitudine, l'impossibilità
del contatto. Alessio Di Clemente le sta bene a fianco, anche lui in
sei ruoli, tutti centrati sulla mancanza e l'ipocrisia. La regia di
Sciaccaluga è ben ritmata e non si lascia mai tentare dalle macchiette.
Ugo Volli
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