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Una commedia giocata tra la
comicità di stampo realistico e un surreale ai limiti del grottesco.
Tre sgangherati operai di una ditta di derattizzazione sono incaricati
dal teatro di ripulirlo dai topi. Mentre cercano con cautela la tana,
si imbattono in D'Artagnan; un primattore prigioniero del personaggio
che interpreta da una vita e al quale non vuole rinunciare e per recitarlo
un'ultima volta costringe i tre operai a indossare i panni di Athos,
Porthos e Aramis e a recitare con lui. I tre non sono subito a loro
agio con le cappe e i cappelli piumati, suscitando l'ilarità e poi l'ira
dell'attore, che comunque non permette loro di andarsene, bloccando
tutte le porte del teatro. E quando D'Artagnan infilza con la sua spada
una giovane ed avvenente attrice, e la commedia sembra finire in tragedia,
scopriamo che anche la morte fa parte del gioco teatrale, si tratta
solo di una scena dello spettacolo sui famosi spadaccini resi immortali
da Alessandro Dumas "I tre moschettieri". L'azione si interrompe, gli
attori si svestono dei loro panni di scena e litigano davvero tra loro,
ma litigano anche Athos, Porthos e Aramis, i tre nuovi improvvisati
attori, perchè uno di loro Athos è ormai entrato nella finzione scenica,
e non ha nessuna intenzione di tornare a lavorare e spogliarsi del suo
costume, anzi armato di spada insegue Milady, un urlo fuori scena, si
è compiuta la tragedia? No il novello moschettiere ha ucciso...
il topo che infestava il teatro.
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