Giorgio Albertazzi e
gli Attori della Scuola di Volterra
presenta



BORGES IN TANGO:
Labirinti, sogni e milonghe
di Giorgio Albertazzi
da Jeorge Luis Borges

con
GIORGIO ALBERTAZZI

regia di
Giovanni De Feudis

coreografie Mauro Barreras
scene Damiano Palazzo e Stefania Panelli
costumi Barbara Guarducci
musiche Mario Modestini


Giorgio Albertazzi inaugura il nuovo Millennio con "Borges in tango: labirinti, sogni e milonghe". Si tratta del tredicesimo testo originale che il Maestro scrive per il teatro. Non è un segreto che Borges sia una sua vecchia passione: qualche anno fa portò in scena "Verba tango", un recital di brani borgesiani intervallati da musiche originali del maestro Mario Modestini, mescolate a brani e ritmi della tradizione portena. L'occasione del centenario della nascita del grande scrittore argentino, nato appunto il 24 Agosto 1899, unito alla volontà di costruirne in qualche modo il ritratto di una vita -non coraggiosa- o forse "il gioco di uno che sbaglia la vita", ha ispirato questo testo. Esso percorre in modo trasversale e seguendo chiavi di lettura per certi aspetti inconsuete, l'universo e la fantasia borgesiana, passando per le strade di Buenos Aires (la vulcanica metropoli che proprio lo scrittore eleva a suo modo, esplorata incessantemente e da lontano con l'entusiasmo sognatore di un adolescente), proseguendo per il celebre quartiere Palermo, luogo della memoria e oggi cuore spirituale e geografico della città e omaggiando Avenida Quintana, dove Borges visse negli anni '40 e sul cui marciapiede raccontava che il padre "cieco, pianse perché vedeva le antiche stelle". Un testo costruito attraverso suggestioni, colorato e divertente, popolato da milongh, da gringhos e criollios che giocano a truco e parlano il lunfardo, il gergo della malavita che darà origine nel tempo, insieme al cocholiche, all'argot popolare di Buenos Aires. Vivono mescolati, secondo il cosmopolitismo intellettuale di Borges, la filosofia del payadon e il pensiero dantesco, Shakespeare e il racconto giallo di E.A. Poe, Democrito di Abdera e il duende di Garcìa Lorca. Accompagnano nella non facile impresa il Maestro Albertazzi, alcuni dei suoi allievi della Scuola di Teatro di Volterra che "… recitano, suonano, ballano e cantano". Le coreografie sono state curate dal "tanguero" Mario Barreras, le musiche originali sono del Maestro Mario Modestini; i costumi di Barbara Guarducci, le scene di Damiano Palazzo e Stefania Panelli. La regia è di Giovannino De Feudis.