Associazione culturale "Gianni Santuccio"
presenta


MEDEA
di Seneca
traduzione di Filippo Amoroso

con
MICAELA ESDRA


regia
Walter Pagliaro

scene e costumi Alberto Verso


Come per il mito di Edipo, anche la storia di Medea segna un paradigma della cultura occidentale, su cui ogni tempo ha riflettuto interpretando a suo modo l'antico racconto della donna di un paese lontano, esperta nei saperi della natura e della magia, che per vendetta verso l'uomo che l'ha tradita e abbandonata, dopo aver avuto da lei amore assoluto e aiuto senza scrupoli, uccide i suoi stessi figli. Non è diventato un complesso questo racconto, come invece quello relativo ad Edipo, ma è come se lo fosse; da Euripide in poi leggiamo attraverso il personaggio di Medea il conflitto estremo tra ragione e passione, l'eccesso di un amore divenuto odio che cancella persino il legame più naturale di tutti, quello della maternità. Il nostro spettacolo sarà lancinante come un elettroshok, drammatico come una terapia d'urto. Una donna venuta da un paese lontano, interrompe qualunque contatto con la sua vita vera, con la sua famiglia, col suo passato autentico e per reagire alla violenza che quotidianamente subisce, si finge un'altra, insegue l'immagine di Medea e a quel prototipo sembra aderire. Ogni sua parola, ogni suo gesto, saranno altrettante tappe di avvicinamento per aderire all'apparenza e all'essenza magica e criminale di quella donna. Solo al termine di un processo disperato e appassionante potrà dire finalmente: "Nunc sum Medea".