|
Ognuno di noi ha desiderato, almeno per una volta nella vita, di compiere
un gesto di grande valore, di essere Eroe per un giorno, di essere un
Pompiere. Un Eroe che spegne incendi, che salva persone in pericolo
con delle pesanti, lunghe scale, oppure che salva gatti terrorizzati
sugli alberi, o che con estremo coraggio libera una casa infestata da
giganteschi topi di fogna. Storie di uomini veri, compatti e solidali
tra loro almeno quanto la Falange Macedone, dove il dizionario è composto
di parole come coraggio, abnegazione, forza fisica. Dove il tempo è
scandito da dure esercitazioni per ottenere il massimo dell'efficienza
e della forma atletica. Dove gli elementi di connivenza si chiamano
fiamme, fumo, macerie, esalazioni tossiche, flutti impetuosi. Ma dove
aleggia pure un'atmosfera di romanticismo e di affetto, soprattutto
da parte di giovani o anche meno giovani fanciulle che sognano di essere
portate in salvo dalle forti braccia di un valoroso Pompiere. Magari
dopo una rianimazione bocca a bocca. Questo è il mondo rievocato dal
trio di Eroi DONATI-OLESEN-KEIJSER, che avvalendosi della regia di Giovanni
Calò e della fantasiosa scenografia e oggettistica di Laura De Josselin
De Jonge, minano l'universo del valoroso Corpo del Pompieri con la dirompente
carica dell'ironia. Se domare l'incendio di un appartamento al settimo
piano è per loro un gioco da ragazzi, come spegneranno le candeline
della torta di compleanno? E come si comporteranno con il fuoco di Sant'Antonio?
O con la fuga di gas del proprio accendino? Non annegheranno mai in
un bicchier d'acqua, nè proveranno imbarazzo ad indossare un abito color
"Fumo di Londra", perchè sono fieri di essere... POMPIERI! Uno spettacolo
di acqua e fuoco.
|