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Si racconta che un giorno Pinter ricevette una lettera così concepita:
"Caro signore, le sarei molto grata se fosse tanto gentile da spiegarmi
il significato della sua commedia. Questi sono i punti che non ho capito:
1. Chi sono i tre uomini?
2. Da dove vengono?
3. Dovrebbero essere tutte persone normali?
Ammetterà che se non avrò risposta a queste mie domande, non potrò mai
capire la sua commedia"
Ecco cosa rispose Pinter:
"Cara Signora, le sarei molto grato se fosse molto gentile da spiegarmi
il significato della sua lettera. Questi sono i punti che non ho capito:
1. Chi è lei?
2. Da dove viene?
3. Dovrebbe essere una persona normale?
Ammetterà che se non avrò risposta a queste mie domande, non potrò mai
capire la sua lettera"
Credo che in questo aneddoto sia racchiuso sinteticamente tutto Pinter.
II fascino e la grandezza di questo autore forse risiede in questo suo
continuo fuggire a ogni possibile definizione. Difficile dunque dire
cosa sia "II guardiano". Difficile sintetizzare le suggestioni di un
testo che si presenta come opera "aperta", denso e sfuggente. Scelgo,
fra le cento, solo sette sensazioni forti.
1. Tre Uomini per una stanza.
Tre uomini in una stanza-arena dove si sviluppa una lotta tragica, comica,
violenta per la sopravvivenza, per difendere le proprie sicurezze, uno
spazio vitale da mantenere o da acquisire. Una stanza-ghetto che sembra
proteggere da una realtà esterna ignota, acre, pericolosa.
2. Storia di una intrusione e di una violenta esplosione.
Estraneo è chi è dentro la stanza, poiché si sente tale - isolato, minacciato,
diverso - ed è estraneo che entra, poiché tale è sentito da chi lo accoglie
come altro da sé.
La minaccia di una porta che si apre...
3. Tre Uomini senza carta di identità.
Tre uomini in bilico, alla ricerca (e nello stesso tempo timorosi) della
propria identità fittizie dietro le quali nascondere se stessi ed il
proprio passato.
4. Tre esuli in una stanza.
Quasi tre ebrei erranti, che aspirano ad un insediamento stabile e nello
stesso tempo vivono l'ansia del Ritorno a una lontana Terra Promessa.
II dissidio fra l'ansia di restare e il proposito di partire. L'incapacità
di orientarsi in un mondo che ha spazzato via ogni punto di riferimento
sicuro.
5. Tre uomini senza tracce e senza memoria.
Brandelli di una memoria che non riesce a stabilire un collegamento
vitale tra passato e presente. Per un frammento di memoria riportato
in superficie vi è un intero passato negativo e sepolto. La fuga dal
passato come fuga dall'identità.
6.Tre uomini che parlano per paura di dirsi.
Parole che nascondono ciò che si poteva ma non si voleva comunicare.
Parole come fili spinati a protezione del recinto dell'lo. Silenzi,
pieni, per dire.
7. Tre uomini (due fratelli e un guardiano) che hanno paura di sognare
perché nel sogno l'Io lo si proietta.
Racconta Pinter:
"Dopo aver scritto "Il Guardiano", feci un sogno terribile, sui due
fratelli. Nel sogno la mia casa era andata a fuoco, e io cercavo di
scoprire di chi era la colpa. Fui condotto per vicoli e caffè di ogni
sorta e alla fine giunsi in una stanza interna di un qualche posto e
là c'erano i due fratelli del dramma. E io dissi, dunque avete bruciato
casa mia. Loro dissero non ti preoccupare, e io dissi ho tutto là dentro,
tutto, non capite cosa avete fatto, e loro dissero va bene, ti ripagheremo,
baderemo noi a te - era il fratello più giovane che parlava - al che
gli firmai un assegno di cinquanta sterline... io diedi a loro un assegno
di cinquanta sterline!"
E' significativo che Pinter paghi i due per avergli distrutto la casa,
come se essi avessero eseguito un incarico che egli stesso inconsciamente
aveva dato. E la casa era tutto per lui, un'identità e un isolamento
che voleva negare e spezzare...
Giuseppe Emiliani
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