Compagnia Teatrale I Fratellini
Bartoli-Cantarelli-Marcucci
presenta



IL GUARDIANO
di Harold Pinter
traduzione di Alessandra Serra

con
MARCELLO BARTOLI
DARIO CANTARELLI

regia di
Giuseppe Emiliani

scene e costumi Graziano Gregori


Si racconta che un giorno Pinter ricevette una lettera così concepita:
"Caro signore, le sarei molto grata se fosse tanto gentile da spiegarmi il significato della sua commedia. Questi sono i punti che non ho capito:
1. Chi sono i tre uomini?
2. Da dove vengono?
3. Dovrebbero essere tutte persone normali?
Ammetterà che se non avrò risposta a queste mie domande, non potrò mai capire la sua commedia"

Ecco cosa rispose Pinter:
"Cara Signora, le sarei molto grato se fosse molto gentile da spiegarmi il significato della sua lettera. Questi sono i punti che non ho capito:
1. Chi è lei?
2. Da dove viene?
3. Dovrebbe essere una persona normale?
Ammetterà che se non avrò risposta a queste mie domande, non potrò mai capire la sua lettera"

Credo che in questo aneddoto sia racchiuso sinteticamente tutto Pinter. II fascino e la grandezza di questo autore forse risiede in questo suo continuo fuggire a ogni possibile definizione. Difficile dunque dire cosa sia "II guardiano". Difficile sintetizzare le suggestioni di un testo che si presenta come opera "aperta", denso e sfuggente. Scelgo, fra le cento, solo sette sensazioni forti.

1. Tre Uomini per una stanza.
Tre uomini in una stanza-arena dove si sviluppa una lotta tragica, comica, violenta per la sopravvivenza, per difendere le proprie sicurezze, uno spazio vitale da mantenere o da acquisire. Una stanza-ghetto che sembra proteggere da una realtà esterna ignota, acre, pericolosa.

2. Storia di una intrusione e di una violenta esplosione.
Estraneo è chi è dentro la stanza, poiché si sente tale - isolato, minacciato, diverso - ed è estraneo che entra, poiché tale è sentito da chi lo accoglie come altro da sé.
La minaccia di una porta che si apre...

3. Tre Uomini senza carta di identità.
Tre uomini in bilico, alla ricerca (e nello stesso tempo timorosi) della propria identità fittizie dietro le quali nascondere se stessi ed il proprio passato.

4. Tre esuli in una stanza.
Quasi tre ebrei erranti, che aspirano ad un insediamento stabile e nello stesso tempo vivono l'ansia del Ritorno a una lontana Terra Promessa. II dissidio fra l'ansia di restare e il proposito di partire. L'incapacità di orientarsi in un mondo che ha spazzato via ogni punto di riferimento sicuro.

5. Tre uomini senza tracce e senza memoria.
Brandelli di una memoria che non riesce a stabilire un collegamento vitale tra passato e presente. Per un frammento di memoria riportato in superficie vi è un intero passato negativo e sepolto. La fuga dal passato come fuga dall'identità.

6.Tre uomini che parlano per paura di dirsi.
Parole che nascondono ciò che si poteva ma non si voleva comunicare. Parole come fili spinati a protezione del recinto dell'lo. Silenzi, pieni, per dire.

7. Tre uomini (due fratelli e un guardiano) che hanno paura di sognare perché nel sogno l'Io lo si proietta.

Racconta Pinter:
"Dopo aver scritto "Il Guardiano", feci un sogno terribile, sui due fratelli. Nel sogno la mia casa era andata a fuoco, e io cercavo di scoprire di chi era la colpa. Fui condotto per vicoli e caffè di ogni sorta e alla fine giunsi in una stanza interna di un qualche posto e là c'erano i due fratelli del dramma. E io dissi, dunque avete bruciato casa mia. Loro dissero non ti preoccupare, e io dissi ho tutto là dentro, tutto, non capite cosa avete fatto, e loro dissero va bene, ti ripagheremo, baderemo noi a te - era il fratello più giovane che parlava - al che gli firmai un assegno di cinquanta sterline... io diedi a loro un assegno di cinquanta sterline!"

E' significativo che Pinter paghi i due per avergli distrutto la casa, come se essi avessero eseguito un incarico che egli stesso inconsciamente aveva dato. E la casa era tutto per lui, un'identità e un isolamento che voleva negare e spezzare...
Giuseppe Emiliani