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Nell'era delle grandi esplorazioni, le navi non possedevano un sistema
sicuro per stabilire la propria posizione in mare, tanto che la misura
della longitudine divenne sinonimo di impresa impossibile. Lo spettacolo
ripercorre l'avventurosa storia che alla fine del 1700 portò il geniale
artigiano inglese John Harrison a costruire il primo cronometro marino
risolvendo così il più grande problema della storia della navigazione,
dopo che i più illustri scienziati, da Galileo a Newton, da Halley a
Cassini, non c'erano riusciti con i calcoli astronomici. Una storia
di straordinarie passioni e di rivoluzioni scientifiche, un avvincente
racconto della lotta tra la ragione ed il potere, ma anche una vicenda
fitta di intrighi internazionali, di ripicche accademiche, di sporche
manovre e di meschinità di coloro che miravano a vincere il lauto premio
che il Parlamento inglese aveva in palio per chi avesse trovato la soluzione
giusta al problema della longitudine. Marcello Bartoli e Dario Cantarelli
agiscono con grazia e grande bravura all'interno delle "aride" tematiche
scientifiche, dando vita al testo di Annalisa Bianco che riesce ad alternare
momenti di delicata poesia a momenti di ironia. Pur trattando con serietà
l'argomento i due protagonisti regalano allo spettatore la possibilità
di sorridere e affrontare la problematica della longitudine sotto una
nuova forma che si potrebbe quasi definire favola scientifica. All'interno
della magica scenografia di Graziano Gregori e Carla Teti troviamo gli
strumenti scientifici realizzati dall'Istituto Nazionale per la Fisica
della Materia che ben si confondono con gli elementi scenici dell'allestimento
e sollevano lo spettatore da una lettura seria e tradizionale della
vicenda. Lo spettacolo è stato presentato in anteprima nazionale il
12 e 13 giugno 2000 al Teatro della Tosse ed è stato accolto con entusiasmo
dal pubblico e dai numerosi professori universitari di fisica e degli
scienziati presenti a Genova in occasione del Congresso INFMeeting
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