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Un personaggio bizzarro e patetico nel testimoniare ironicamente 'Lo
sbaglio di essere vivo' segnerà il debutto nel teatro di prosa dell'eclettico
Fabrizio Frizzi. La proposta gli è giunta dal produttore Lucio Ardenzi
che ha scelto per lui un ruolo davvero insolito. E forse qualche domanda
se la porrà lo spettatore quando all'apertura del sipario si troverà
davanti alla scena di un uomo - Adriano - che porta i fiori sulla propria
tomba. Un caso davvero strano e singolare che, oltre a generare comprensibile
sorpresa, apre la strada ad una serie di interrogativi. Cosa ha indotto
Adriano a far propria questa particolare condizione ce lo spiegherà
lo spettacolo, nel dipanarsi di situazioni e comportamenti che, in una
girandola di concatenazioni, gli complicheranno l'esistenza rendendola
alfine 'invivibile'. Urge quindi una soluzione per liberarsi dal pazzesco
marchingegno che lui stesso ha messo in opera, anche perché gli effetti
cominciano a farsi sentire. Non ultima la proposta di matrimonio che
sua moglie Maria, presunta vedova, vede profilarsi da parte del suo
eterno innamorato Cesare. Un triangolo davvero difficile da sostenere
...
La commedia di Aldo De Benedetti riportò l'autore alla ribalta nel '45,
dopo alcuni anni trascorsi alla 'Adriano' a causa delle leggi razziali.
Il successo in teatro fu immediato e il cinema, come spesso avviene
in questi casi, se ne appropriò immediatamente per un film con Vittorio
De Sica. In questo testo appare straordinaria la maestria di De Benedetti
(un commediografo del quale è in corso da tempo una giusta rivalutazione)
nell'imbastire situazioni dai risvolti grotteschi, sostenute dalla scrittura
di dialoghi esilaranti. Ne sono ottimi interpreti, accanto a Fabrizio
Frizzi, Mascia Musy e Ennio Coltorti che firma anche la regia dello
spettacolo.
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