La Contrada
Teatro Stabile di Trieste
presenta


PICCOLE DONNE: UN MUSICAL
di Paola Pascolini e Tonino Pulci
da Mary Luise Alcott


regia di
Tonino Pulci

scene Sergio D'Osmo
costumi Fabio Bergamo
musiche Stefano Marcucci


La vicenda delle quattro sorelle March è ambientata nel Massachussetts nel periodo della guerra di secessione: Meg, Beth, Amy e Jo si avviano verso la loro vita attraverso le difficoltà e i tormenti di un'epoca infera. Questo classico romanzo "per giovanette", scritto più di un secolo fa con intento educativo da una scrittrice fortemente incline alla didattica, ha resistito all'evolversi dei costumi, ai rinnovati metodi educativi e perfino alla contestazione giovanile.
La ragione dell'intramontabile attualità è l'ampio, fresco respiro che domina oltre ogni etica esaltazione e ogni dettame moraleggiante, dando al racconto luce e freschezza: l'intero romanzo è vivificato da un ammirevole, civilissimo rispetto per la libertà di tutti. Le quattro ragazze attraversano l'adolescenza ognuna a modo proprio, sfidando la vita e apprendendone le lezioni più importanti, senza un diretto intervento degli adulti, ma sotto la guida, saggia e misurata, della madre. Così Meg, vanitosa e un po' frivola, l'ipersensibile Beth, Amy, piccola donna fiera e puntigliosa, Jo, estrosa e anticonformista, si formeranno attraverso esperienze liberamente scelte.
Piccole donne: un musical! venne ideato alla fine degli anni '70 in un periodo in cui presentare in teatro in Italia uno spettacolo musicale in cui entrano contemporaneamente in scena ballerini, cantanti e attori, era ancora assolutamente inconsueto.
Affascinato dalle potenzialità che la musica può imprimere alle corde di uno spettacolo teatrale, Pulci non intende affatto realizzare una copia dei più classici musical americani, bensì creare uno stile nuovo, mai praticato in precedenza, dove la sonorità non è protagonista della scena ma sorregge, accompagna ed esalta il gioco del teatro. Il celebre testo della Alcott è la base, il pretesto che dà vita allo spettacolo, il quale poi però si muove per percorsi propri attraverso il gioco teatrale, con ironia verso i musical americani, esasperando certe pose da anni '50, un po' fumettistiche e molto patinate e stravolgendo di continuo le "regole del gioco".
Provenendo da esperienze di teatro sperimentale, Pulci si contrappone in altro modo agli schemi di un teatro classico, paludato e alle regole solite del "fare teatro". La sua operazione non è di rottura, non consiste nello stravolgere la tradizione, bensì nel portare nuova linfa alla tradizione stessa, innovandola, ma sempre senza mai mancarle di rispetto.
Ne nasce una nuova forma di comicità - ampiamente ripresa, sfruttata ed esasperata dalle esperienze per lo più televisive degli anni successivi - una comicità legata alle situazioni più che alle battute; all'epoca definita "comicità demenziale", fondata su un gioco di esasperazione delle situazioni e degli schemi fissi. Il tutto però sempre costruito con grande rigore e professionalità, senza mai scadere nella volgarità, senza mai degenerare nella macchietta e soprattutto senza banalità. In una sorta di metafora svelata che mostra il meccanismo teatrale nel suo svolgersi sotto gli occhi del pubblico, si riesce a dare maggior valore a certi ideali dell'epoca, come il femminismo, il concetto di famiglia o l'importanza dei rapporti umani proprio mettendone alla berlina i cliché più scontati e artificiali. E perché il gioco teatrale funzioni al suo meglio, fondamentale rimane il ritmo serrato dello svolgersi dello spettacolo dove in ogni momento il pubblico può rimanere spiazzato dall'imprevedibile mutamento della situazione.
L'autore delle musiche, che molto hanno contribuito al successo della prima edizione dello spettacolo, è Stefano Marcucci. Nasce nel 1947 a Roma, città dove da sempre vive e lavora. Nel 1969 inizia a comporre musiche per il teatro, dopo aver conosciuto il regista Giancarlo Sepe, con il quale collabora fino al 1994.
Da allora ha realizzato musiche per spettacoli teatrali messi in scena da registi come Luigi Squarzina, Maurizio Scaparro, Giancarlo Cobelli, Giorgio Pressburger, Franco Brusati, Roberto Guicciardini, Dacia Maraini, Pino Micol, Flavio Bucci, Alvaro Piccardi, Walter Palgiaro, Giancarlo Nanni, Walter Manfrè, Augusto Zucchi, Giancarlo Sammartano e altri ancora.
Per la televisione e la radio ha composto musiche per commedie, sceneggiati, spettacoli di varietà e commedie radiofoniche. Ha inoltre composto numerose colonne sonore di film e telefilm. Ha partecipato e condotto trasmissioni radiofoniche e televisive.
Dal 1986 è docente di Educazione della voce-Educazione Musicale e Recitazione presso l'Accademia d'Arte Drammatica della Calabria diretta da Luciano Lucignani e presso la Scuola di Teatro dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa. Dal 1987 ha insegnato presso la Bottega Teatrale diretta da Vittorio Gassman. Ha tenuto Corsi e seminari presso il DAMS - Università degli Studi di Bologna, il CEIS di Messina, l'MTM di Roma.

Tonino Pulci
nato a Scale (Cs) nel 1947, da vita con Giancarlo Sepe al Teatro "La Comunità" negli anni della storica avanguardia romana di Carmelo Bene, Memè Perlini, Giancarlo Nanni, Giuliano Vasilicò, Leo&Perla Peragallo e tanti altri. Dopo alcuni anni approda, come attore, al teatro ufficiale di Luca Ronconi, Mario Massiroli e allo Stabile di Roma con Luigi Squarzina. Nel 1977 forma una nuova compagnia teatrale mettendo in scena un piccolo spettacolo, Frasi d'amore, accolto con successo da critica e pubblico. Il successo a livello nazionale arriva l'anno seguente con Piccolo donne: un Musical! di cui è anche autore. Lo spettacolo tiene il cartellone per tre anni nei maggiori teatri italiani e gli procura una scrittura per il Teatro Sistina di Roma dove realizza Il Fantasma dell'Opera di cui cura anche la riduzione teatrale.
Dal 1980 mette in scena: La voce umana di Jean Cocteau al Teatro Parioli di Roma, Formidabile rivolta di Roberto Mazzucco con Massimo Dapporto; Il letto ovale con Valeria Valeri al Teatro delle Arti; La Dame di Chez Maxime's di George Feydeau con Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi al Teatro Giulio Cesare di Roma (oggi, Nazionale); Sarto per signora di George Feydeau con Lando Buzzanca; Non c'ha fatto effetto affatto al Piccolo Eliseo di Roma che segna il debutto-comico di Massimo Lopez.
A questi si aggiunge nel 1983 l'ideazione della prima radionovela italiana: 60 puntate in veste di regista-autore dal titolo Quarto piano, interno nove di cui realizza due puntate per la televisione con Elena Sofia Ricci. Nel 1984 è al Festival del Cinema di Venezia con il lungometraggio Ladies & Gentlemen con Maurizio Micheli in concorso alla "Sezione De Sica".
Ritorna al teatro con Solo per amore e La vera storia del cinema americano di Charles Durang che segna il debutto di Sabina Guzzanti. Negli anni successivi l'Università della Tuscia (Viterbo) gli offre l'incarico di dirigere il centro teatrale; insegna teatro e tiene corsi di recitazione, mettendo in scena testi di Shakespeare, Alfred Jarry, Bernini, Molière, Aristofane. A questo impegno intervalla Il maresciallo Butterfly, radiodramma di Cavosi con Paola Gassman e Ugo Pagliai e tre pièces teatrali, una ancora di Cavosi, Luna di Miele, l'altra di Petrusevskaja, Amore, e Ad Eva aggiungi Eva al festival di Todi con Valeria Ciangottini, proseguendo un lavoro ventennale di dialoghista e direttore di doppiaggio.
Nel 1997 dirige Anna Proclemer e Giorgio Albertazzi ne La luna degli attori. L'anno precedente aveva vinto il biglietto d'oro con il Prigioniero della seconda strada di Neil Simon, protagonista Massimo Dapporto. Da un suo spettacolo Donne in Bianco ha realizzato un film prodotto dalla Cecchi Gori Group che è uscito nelle sale italiane nel novembre del 1998.