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Per un mese e mezzo ha riempito ogni sera il teatro dei Satiri con un
delizioso spettacolo che offre tante chiavi di lettura: chi ne sa poco
si diverte moltissimo, chi ne sa molto si diverte ancora di più, chi
sa tutto esplode in mille sorrisi intelligenti. Il titolo è "Tutto Shakespeare
minuto per minuto" (ma andrebbero benissimo anche Tutto Shakespeare
risata per risata oppure Tutto Shakespeare sorpresa per sorpresa) ,
il nocciolo è semplice: un viaggio dall'A alla Z che nel tempo record
di cento minuti esplora con humour tutte le opere del drammaturgo e
commediografo inglese, saltando da Amleto a Sogno di una notte di mezza
estate, da Re Lear a Enrico V, da Romeo e Giulietta a Otello, Riccardo
III, Macbeth e chi più ne ha più ne metta. La storia la riassume l'ideatore,
autore e protagonista Daniele Formica "E' una specie di Bignami che
permette a chi non ne sa abbastanza di avere informazioni su Shakespeare,
le storie, le trame, i soggetti e volendo anche i complementi oggetti
dei suoi lavori per poi poterne parlare nei salotti facendo sempre una
bella figura". Ecco quindi una rilettura delle sue opere fra la tragedia
e la commedia, il balletto e i sonetti, il cartone animato e il musical.
"Noi facciamo i cretini, ma nello stesso tempo sotto abbiamo la poesia
di Shakespeare. Facciamo Otello in undici minuti, in stile Quentin Tarentino,
Romeo e Giulietta in 6 minuti compresa la sparatoria conclusiva, Macbeth
in 3 minuti sulla base musicale di Men in Black, e così via. Ma ci sono
anche diversi momenti seri, come il prologo dell'Enrico V, e il gran
finale è il testamento del Bardo, quello vero, fatto a tre voci e interpretato
come un blues". Da un certo grosso pubblico il vecchio Willie viene
considerato pesante, ma non è assolutamente vero: è un grande scrittore
di varietà, quando è comico è veramente molto comico, quando è drammatico
è profondamente drammatico, e l'età delle sue opere non conta perché
sono fuori dal tempo e certi meccanismi esistono da sempre. Io, come
persona che adora le iperboli, sono abbastanza orgoglioso di questo
spettacolo iperbolico. Il pubblico se ne va via felice". Con tempi veloci
e ritmo serrato Formica & C. si spostano da un titolo all'altro rapidamente,
con grande abilità e col raro dono della sintesi. Un piccolo esempio?
La scena del fazzoletto dell' Otello : nel nostro caso il fazzoletto,
invece di essere normale, è un enorme quadrato di stoffa di sei metri
per sei che finisce per coprire sette o otto file di spettatori. Insomma,
un solo consiglio: appena tornerà non vi perdete Formica & Company,
forse vi riconcilierete persino con lo Shakespeare che un tempo, magari,
vi ha strappato qualche deplorevole ma a volte inarrestabile sbadiglio
Fabrizio Zampa - Il Messaggero
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